Porti e aeroporti chiusi lo scarcerato resta in cella
di Marco Bittau
Il tribunale del riesame concede gli arresti domiciliari a un corriere della droga Kristian Kollaj però non può tornare a Piacenza senza l’autorizzazione regionale
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OLBIA. Dal carcere di Sassari agli arresti domiciliari nella sua casa di Piacenza, così ha deciso il tribunale del riesame. Però Kristian Kollaj, corriere della droga albanese di 28 anni già condannato in primo grado dal tribunale di Tempio a 7 anni di detenzione, dovrà restare ancora nella sua cella, a Bancali, fino a quando non sarà autorizzato dal presidente della Regione a imbarcarsi per lasciare la Sardegna. È il primo caso di “deroga giudiziaria” al blocco dei porti e degli aeroporti imposto dal decreto del ministero dei Trasporti per contenere la diffusione del coronavirus. Per questo farà sicuramente discutere.
È tutto scritto, nero su bianco, nel provvedimento firmato ieri dal presidente del tribunale del riesame di Sassari, Mauro Pusceddu. Accogliendo l’istanza del difensore, l’avvocato Antonello Desini, il tribunale ha scarcerato Kristian Kollaj per il quale è stato presentato appello contro la sentenza di condanna in primo grado da parte del tribunale di Tempio. In particolare il giudice ha sostituito la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nell’abitazione di residenza dello stesso Kollaj, a Piacenza. Dove però Kollaj non può recarsi per il blocco dei porti. Alla difesa adesso l’onere di ottenere l’autorizzazione alla partenza (via mare, presumibilmente) da parte del pressidente della Regione, Cristian Solinas. La pratica è stata avviata nella stessa giornata di ieri, ma intanto Kollaj resta in carcere a Bancali.
Il giovane albanese era stato condannato dal tribunale di Tempio a 7 anni di carcere e 40 mila euro di multa lo scorso febbraio con l’accusa di traffico di droga. La guardia di finanza l’aveva arrestato lo scorso giugno all’Isola Bianca. Il corriere, appena sbarcato dalla nave proveniente da Civitavecchia, nascondeva nell’auto sette chili e mezzo di cocaina di altissima qualità che, una volta tagliata e venduta sulle piazze illegali dello spaccio, avrebbe potuto fruttare oltre 1 milione di euro. La droga, confezionata in panetti, era cosparsa di sapone liquido nel tentativo (fallito) di sviare il fiuto dei cani della guardia di finanza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È tutto scritto, nero su bianco, nel provvedimento firmato ieri dal presidente del tribunale del riesame di Sassari, Mauro Pusceddu. Accogliendo l’istanza del difensore, l’avvocato Antonello Desini, il tribunale ha scarcerato Kristian Kollaj per il quale è stato presentato appello contro la sentenza di condanna in primo grado da parte del tribunale di Tempio. In particolare il giudice ha sostituito la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nell’abitazione di residenza dello stesso Kollaj, a Piacenza. Dove però Kollaj non può recarsi per il blocco dei porti. Alla difesa adesso l’onere di ottenere l’autorizzazione alla partenza (via mare, presumibilmente) da parte del pressidente della Regione, Cristian Solinas. La pratica è stata avviata nella stessa giornata di ieri, ma intanto Kollaj resta in carcere a Bancali.
Il giovane albanese era stato condannato dal tribunale di Tempio a 7 anni di carcere e 40 mila euro di multa lo scorso febbraio con l’accusa di traffico di droga. La guardia di finanza l’aveva arrestato lo scorso giugno all’Isola Bianca. Il corriere, appena sbarcato dalla nave proveniente da Civitavecchia, nascondeva nell’auto sette chili e mezzo di cocaina di altissima qualità che, una volta tagliata e venduta sulle piazze illegali dello spaccio, avrebbe potuto fruttare oltre 1 milione di euro. La droga, confezionata in panetti, era cosparsa di sapone liquido nel tentativo (fallito) di sviare il fiuto dei cani della guardia di finanza.
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