reclusi in casa per il coronavirus: i consigli dello specialista
«Sì al movimento e all’attività fisica, ma senza esagerare»
di Paolo Ardovino
OLBIA. Anche a Olbia, c’è chi in questi giorni ne approfitta per fare attività fisica, in casa e all'aperto nelle vicinanze, in maniera individuale come da decreto. La raccomandazione maggiore resta...
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OLBIA. Anche a Olbia, c’è chi in questi giorni ne approfitta per fare attività fisica, in casa e all'aperto nelle vicinanze, in maniera individuale come da decreto. La raccomandazione maggiore resta quella di evitare il più possibile di lasciare le mura della propria abitazione, e in molti allora scelgono il giardino o il soggiorno. «Il consiglio è quello di continuare nella pratica delle proprie abitudini»: interpellato in proposito, risponde così Gabriele Rossi, specialista olbiese del movimento umano e dell'esercizio fisico.
Movimento. Va bene muoversi, ma senza esagerazioni: «Un’attività fisica intensa, in circostanze come questa, è sconsigliata. Le evidenze scientifiche ci dicono che con la pratica di un’attività fisica intensa, sino alle tre ore successive, il nostro organismo è più esposto a infezioni alle vie respiratorie quali faringiti, laringiti, tracheiti ecc. e sappiamo bene che il virus del Covid-19 colpisce proprio le vie respiratorie. Senza allarmismi o paure, si tratta di avere una giusta consapevolezza. D’altra parte, i benefici di una attività fisica svolta e programmata in maniera corretta, sono notevoli». «Ritrovarsi in poche ore a cambiare le nostre abitudini, con l’obbligo di dover stare dentro casa per buona parte della giornata – prosegue Rossi – potrebbe portare nel tempo a un aumento di stress, depressione o stati simili». Ed è qui che risiede la fondamentale importanza «per il bene comune» dell’attività fisica in mezzo alle restrizioni del momento.
Pro e contro. Il consiglio è: «Mantenere le proprie abitudini, senza inventarsi niente di nuovo». Difficile ricrearsi una piscina casalinga per chi fino a una decina di giorni fa praticava nuoto, «sicuramente le attività a corpo libero in tali circostanze tornano in auge e di aiuto, proprio perché si possono eseguire anche in mancanza di attrezzatura specifica». Anche se il rischio che diventi una facile moda, e solo un metodo per combattere la noia, è alto. Perciò: «diffidare assolutamente da determinati consigli e pratiche di persone non specializzate diffuse specie sui social network. Va sottolineato che, per i soggetti sedentari, iniziare a praticare un’attività motoria adesso non porterà risultati e benefici nell'immediato. Il nostro organismo ha delle tappe di adattamento precise. Si abitua alle nostre pratiche salutari, ma occorre tempo e costanza perché vvenga». Un’attività standard non è necessariamente adatta a chiunque, il lavoro dovrebbe essere personalizzato. Che è poi quello di cui si occupa il giovane specialista: «Ogni mio intervento prevede anamnesi, test e valutazioni alle quali seguono percorsi individuali, adeguati alle capacità di ciascuno.
Movimento. Va bene muoversi, ma senza esagerazioni: «Un’attività fisica intensa, in circostanze come questa, è sconsigliata. Le evidenze scientifiche ci dicono che con la pratica di un’attività fisica intensa, sino alle tre ore successive, il nostro organismo è più esposto a infezioni alle vie respiratorie quali faringiti, laringiti, tracheiti ecc. e sappiamo bene che il virus del Covid-19 colpisce proprio le vie respiratorie. Senza allarmismi o paure, si tratta di avere una giusta consapevolezza. D’altra parte, i benefici di una attività fisica svolta e programmata in maniera corretta, sono notevoli». «Ritrovarsi in poche ore a cambiare le nostre abitudini, con l’obbligo di dover stare dentro casa per buona parte della giornata – prosegue Rossi – potrebbe portare nel tempo a un aumento di stress, depressione o stati simili». Ed è qui che risiede la fondamentale importanza «per il bene comune» dell’attività fisica in mezzo alle restrizioni del momento.
Pro e contro. Il consiglio è: «Mantenere le proprie abitudini, senza inventarsi niente di nuovo». Difficile ricrearsi una piscina casalinga per chi fino a una decina di giorni fa praticava nuoto, «sicuramente le attività a corpo libero in tali circostanze tornano in auge e di aiuto, proprio perché si possono eseguire anche in mancanza di attrezzatura specifica». Anche se il rischio che diventi una facile moda, e solo un metodo per combattere la noia, è alto. Perciò: «diffidare assolutamente da determinati consigli e pratiche di persone non specializzate diffuse specie sui social network. Va sottolineato che, per i soggetti sedentari, iniziare a praticare un’attività motoria adesso non porterà risultati e benefici nell'immediato. Il nostro organismo ha delle tappe di adattamento precise. Si abitua alle nostre pratiche salutari, ma occorre tempo e costanza perché vvenga». Un’attività standard non è necessariamente adatta a chiunque, il lavoro dovrebbe essere personalizzato. Che è poi quello di cui si occupa il giovane specialista: «Ogni mio intervento prevede anamnesi, test e valutazioni alle quali seguono percorsi individuali, adeguati alle capacità di ciascuno.
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