La Cgil: ospedale declassato a punto di primo intervento
di Walkiria Baldinelli
La Maddalena, l’Ats ridimensiona i presidi minori per l’emergenza coronavirus Luisella Maccioni: «Poca sicurezza». Il sindaco: «Il provvedimento non mi piace»
2 MINUTI DI LETTURA
LA MADDALENA. L’ospedale Paolo Merlo non è più un punto di emergenza-urgenza. Il provvedimento è frutto di una circolare dell’Ats che ridimensiona i presidi minori e converge le risorse umane per il Covid-19 nelle strutture più grandi. Sospese le turnazioni. Il sindacato è pronto a fare le barricate: «Il declassamento a punto di primo intervento significa che non solo si abbassano le protezioni e le sicurezze di quel territorio, ma quel territorio non potrà garantire nessuna urgenza ed emergenza. Solo codici bianchi. Perché tutto il resto verrà dirottato in altri presidi», dicono la segretaria generale Fp Cigl Luisella Maccioni e la responsabile Fp Cgil alla Sanità Jessica Cardia.
Il sindaco Luca Montella precisa che il provvedimento non gli piace. «Ma siamo in piena fase d’emergenza generale - dichiara - e capisco che vengano adottati provvedimenti per centralizzare certe azioni. Restano ferme le nostre linee politiche, ho già fatto presente che La Maddalena si trova in una situazione leggermente differente rispetto agli altri comuni per la sua condizione di insularità. Non è vero che l’ospedale viene chiuso. Con il provvedimento dell’Ats si contano due anestesisti in meno. Significa quindi che dobbiamo essere tutti grati ai due anestesisti locali a cui viene chiesto un sacrificio 24 ore su 24 per affrontare l’emergenza». Montella rinnova ai cittadini l’invito a non uscire di casa se non per comprovate esigenze e autocertificate. Tra i provvedimenti anti coronavirus c’è lo stop alle passeggiate in macchina e all’attività motoria dalla parte opposta della propria abitazione. Oltre al divieto di transito e circolazione di mezzi a motore, fino al primo aprile, nell’isola madre e a Caprera. Per la Fp Cgil Gallura col provvedimento dell’Ats «si mettono le basi per la cancellazione dei piccoli ospedali. Con la scusa dell’emergenza, in solitudine, si riqualificano i presidi minori e i servizi di Pronto Soccorso della Sardegna e anche della Maddalena».
Il sindacato solleva poi il problema del servizio 118. «È svolto dai volontari della Croce verde perché ora non esiste un coordinamento per un’ambulanza medicalizzata - precisa la Maccioni -. I pazienti in codice giallo o rosso non possono essere condotti al Paolo Merlo. Il servizio dell’emergenza-urgenza non può essere soppresso. Non è pensabile che i volontari possano trasferire dalla Maddalena a Olbia pazienti con patologie gravi. È una misura iniqua, abbassa in misura esponenziale il diritto alla salute dei cittadini».
Il sindaco Luca Montella precisa che il provvedimento non gli piace. «Ma siamo in piena fase d’emergenza generale - dichiara - e capisco che vengano adottati provvedimenti per centralizzare certe azioni. Restano ferme le nostre linee politiche, ho già fatto presente che La Maddalena si trova in una situazione leggermente differente rispetto agli altri comuni per la sua condizione di insularità. Non è vero che l’ospedale viene chiuso. Con il provvedimento dell’Ats si contano due anestesisti in meno. Significa quindi che dobbiamo essere tutti grati ai due anestesisti locali a cui viene chiesto un sacrificio 24 ore su 24 per affrontare l’emergenza». Montella rinnova ai cittadini l’invito a non uscire di casa se non per comprovate esigenze e autocertificate. Tra i provvedimenti anti coronavirus c’è lo stop alle passeggiate in macchina e all’attività motoria dalla parte opposta della propria abitazione. Oltre al divieto di transito e circolazione di mezzi a motore, fino al primo aprile, nell’isola madre e a Caprera. Per la Fp Cgil Gallura col provvedimento dell’Ats «si mettono le basi per la cancellazione dei piccoli ospedali. Con la scusa dell’emergenza, in solitudine, si riqualificano i presidi minori e i servizi di Pronto Soccorso della Sardegna e anche della Maddalena».
Il sindacato solleva poi il problema del servizio 118. «È svolto dai volontari della Croce verde perché ora non esiste un coordinamento per un’ambulanza medicalizzata - precisa la Maccioni -. I pazienti in codice giallo o rosso non possono essere condotti al Paolo Merlo. Il servizio dell’emergenza-urgenza non può essere soppresso. Non è pensabile che i volontari possano trasferire dalla Maddalena a Olbia pazienti con patologie gravi. È una misura iniqua, abbassa in misura esponenziale il diritto alla salute dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
