Nizzi: «Restare a casa ci salverà la vita»
di Serena Lullia
Nei giorni feriali insegne spente alle 18.30. Il sindaco: «Si deve uscire solo per reali necessità. Tra una settimana il picco»
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OLBIA. Nessuna frase a effetto. Parole semplici, ruvide e dirette. Settimo Nizzi, che prima ancora di essere sindaco è un medico, sente il dovere di rassicurare i concittadini, ma di non fare un solo passo indietro sulle regole. Severe. Da oggi le attività commerciali chiuderanno tutte alle 18,30 nei giorni feriali. Domenica saracinesche abbassate in tutti i negozi, a eccezione di edicole, tabacchi, farmacie, parafarmacie a attività di ristorazione con consegna a domicilio.
Il picco. «Più rimaniamo a casa e più ci salviamo – ha detto Nizzi in una conferenza stampa in streaming dal suo ufficio di Corso Umberto –. In Sardegna il picco del contagio è previsto tra la prossima settimana e quella seguente. Raccomando di rispettare tutte le prescrizioni del caso. Di indossare guanti e mascherina quando andiamo a fare la spesa o al lavoro, sempre rispettando le distanze di sicurezza, e di togliere il dispositivo dal viso solo quando siamo soli. Stiamo aspettando il nuovo decreto che potrebbe vietare le passeggiate e l’attività fisica all’aperto. Per ora noi rimoduliamo gli orari di chiusura settimanali dei negozi. Tutti alle 18,30. Domenica invece, le attività commerciali resteranno chiuse. Le uniche eccezioni sono farmacie, parafarmacie tabacchi, edicole».
La grande fuga. Il sindaco prova a disegnare anche la mappa degli arrivi a Olbia dal giorno dopo l’ordinanza regionale che ha messo i filtri ai porti. Sono 517 le persone arrivate, via terra o via cielo, da zone sottoposte a verifica. «Sono arrivati da Abu Dhabi dove erano in vacanza, altri erano studenti in arrivo da Barcellona, Bergamo, Milano. La maggior parte è arrivata in nave da Civitavecchia, Genova e Livorno». Sono invece una settantina le persone in quarantena obbligatoria domiciliare perché entrate in contatto con soggetti contagiati.
Mascherine cercasi. Beni di prima necessità in questa grave emergenza, ma introvabili. «La grave carenza di mascherine, prima di tutto nelle strutture ospedaliere è cosa ben nota – afferma il sindaco –. Abbiamo purtroppo il blocco totale degli arrivi per svariati motivi. Il primo è che tutte le aziende produttrici, per poter movimentare questi beni hanno necessità di avere il nulla osta dal paese di produzione. È bloccato anche il grosso quantitativo dono di un nostro concittadino, destinato agli ospedali di Olbia e Tempio, ma anche agli uffici pubblici».
Sos firma. I numeri dei contagi che lievitano a Olbia preoccupano il sindaco Nizzi. Il Giovanni Paolo II non può ospitare pazienti contagiati in Terapia intensiva. Le strutture di riferimento sono Nuoro e Sassari. Il primo cittadino ricorda però la disponibilità del Qatar per il Mater Olbia. E invita il governatore Solinas a fare la sua parte. Serve una firma. «Il Mater ha 13 letti per la terapia intensiva – dice –. E due reparti vuoti con spazi e sistemi all’avanguardia che possono essere utilizzati. Basterebbe una firma del presidente della Regione come responsabile regionale della Protezione civile e il via libera dell’assessorato alla Sanità per garantire questa ulteriore sicurezza al territorio. Si deve fare in fretta».
Il picco. «Più rimaniamo a casa e più ci salviamo – ha detto Nizzi in una conferenza stampa in streaming dal suo ufficio di Corso Umberto –. In Sardegna il picco del contagio è previsto tra la prossima settimana e quella seguente. Raccomando di rispettare tutte le prescrizioni del caso. Di indossare guanti e mascherina quando andiamo a fare la spesa o al lavoro, sempre rispettando le distanze di sicurezza, e di togliere il dispositivo dal viso solo quando siamo soli. Stiamo aspettando il nuovo decreto che potrebbe vietare le passeggiate e l’attività fisica all’aperto. Per ora noi rimoduliamo gli orari di chiusura settimanali dei negozi. Tutti alle 18,30. Domenica invece, le attività commerciali resteranno chiuse. Le uniche eccezioni sono farmacie, parafarmacie tabacchi, edicole».
La grande fuga. Il sindaco prova a disegnare anche la mappa degli arrivi a Olbia dal giorno dopo l’ordinanza regionale che ha messo i filtri ai porti. Sono 517 le persone arrivate, via terra o via cielo, da zone sottoposte a verifica. «Sono arrivati da Abu Dhabi dove erano in vacanza, altri erano studenti in arrivo da Barcellona, Bergamo, Milano. La maggior parte è arrivata in nave da Civitavecchia, Genova e Livorno». Sono invece una settantina le persone in quarantena obbligatoria domiciliare perché entrate in contatto con soggetti contagiati.
Mascherine cercasi. Beni di prima necessità in questa grave emergenza, ma introvabili. «La grave carenza di mascherine, prima di tutto nelle strutture ospedaliere è cosa ben nota – afferma il sindaco –. Abbiamo purtroppo il blocco totale degli arrivi per svariati motivi. Il primo è che tutte le aziende produttrici, per poter movimentare questi beni hanno necessità di avere il nulla osta dal paese di produzione. È bloccato anche il grosso quantitativo dono di un nostro concittadino, destinato agli ospedali di Olbia e Tempio, ma anche agli uffici pubblici».
Sos firma. I numeri dei contagi che lievitano a Olbia preoccupano il sindaco Nizzi. Il Giovanni Paolo II non può ospitare pazienti contagiati in Terapia intensiva. Le strutture di riferimento sono Nuoro e Sassari. Il primo cittadino ricorda però la disponibilità del Qatar per il Mater Olbia. E invita il governatore Solinas a fare la sua parte. Serve una firma. «Il Mater ha 13 letti per la terapia intensiva – dice –. E due reparti vuoti con spazi e sistemi all’avanguardia che possono essere utilizzati. Basterebbe una firma del presidente della Regione come responsabile regionale della Protezione civile e il via libera dell’assessorato alla Sanità per garantire questa ulteriore sicurezza al territorio. Si deve fare in fretta».
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