La Nuova Sardegna

Olbia

L’altra sanità avanti senza tregua

di Stefania Puorro
L’altra sanità avanti senza tregua

L’assistenza ospedaliera dei pazienti che arrivano al pronto soccorso: percorsi differenti e sicuri

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OLBIA. Non c’è solo il Coronavirus. L’(altra)attività ospedaliera del Giovanni Paolo II va avanti senza sosta, anche se limitata alle sole urgenze. E quindi a tutti quei casi che non possono aspettare. I percorsi e gli accessi sono differenti (la sicurezza garantita è massima), ma tutti coloro che arrivano nel reparto di emergenza con una patologia grave, vengono assistiti con tempestività e, quando necessario, sottoposti a intervento chirurgico.

Se da una parte la grande emergenza sanitaria vede medici e infermieri in prima linea, dall’altra ci sono tanti operatori che si occupano dei pazienti che nulla hanno a che vedere con il Covid-19.

In che modo viene presa in carico, per esempio, una donna anziana che su presenta al pronto soccorso con una frattura al femore? In casi come questo, la persona che ha bisogno di cure può essere accompagnata all’ospedale o con l’auto di un familiare o con un’ambulanza del 118. La prima tappa è la camera calda (il locale esterno collegato con l’unità di emergenza). E’ qui che si svolge la fase del pre-triage: il paziente viene sottoposto a tutti gli accertamenti, compresi quelli per escludere il Coronavirus. Se ci si dovesse trovare di fronte a un caso considerato sospetto, verrebbe immediatamente dirottato nelle tende attrezzate all’esterno dell’ospedale. Se invece tutti i parametri sono nella norma, allora il percorso è quello “tradizionale”. Si entra all’interno del pronto soccorso per le prime visite, quindi si passa agli accertamenti diagnostici e al ricovero in attesa dell’intervento. Quando, invece, il quadro clinico è particolarmente grave, si va subito in sala operatoria.

Tute e mascherine. Intanto, continuano ad arrivare le dotazioni necessarie al personale ospedaliero: mascherine, guanti, tute. Lo scorso 18 marzo sera sono arrivate 2000 mascherine tra ffp3 e ffp2: sono state tutte consegnate ai distretti per l'attività territoriale. Sempre ai distretti, ne sono state assegnate altre 300 il giorno successivo. Più di trecento i sovracamici (tute protettive) già disponibili, così come un centinaio di pacchi pieni di guanti da destinare ai medici di medicina generale, ai pediatri e al personale delle guardie mediche: una fornitura, questa, che consente di coprire quello che è il fabbisogno settimanale.

La solidarietà. Va avanti la raccolta di fondi organizzata da Janasdia, l’associazione scientifica sul diabete guidata da Giancarlo Tonolo, per l’ospedale di Olbia. L’iniziativa sta riscuotendo un successo di generosità enorme (circa 210mila euro raccolti) e gli 80mila euro già accreditati sul conto dell’associazione sono stati utilizzati per fare i primi ordini. Il ventilatore acquistato per la rianimazione dovrebbe arrivare tra due settimane, le 8 macchine alti flussi (per l’ossigenazione del sangue) saranno a disposizione tra 25 giorni e altre 4000 mascherine chirurgiche arriveranno il prossimo fine settimana. E’ previsto per oggi, infine, l’arrivo di settanta tute protettive.

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