TEMPIO
Abali Basta si mobilita: laboratori a domicilio per creare mascherine
TEMPIO. Anche il movimento “Abali Basta, nato due anni fa a sostegno del “Paolo Dettori” si mobilita per dare una mano in questa emergenza. Con con l’aiuto di sarte volontarie e di altri iscritti, ha...
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Anche il movimento “Abali Basta, nato due anni fa a sostegno del “Paolo Dettori” si mobilita per dare una mano in questa emergenza. Con con l’aiuto di sarte volontarie e di altri iscritti, ha creato dei piccoli laboratori a domicilio per la confezione degli ormai introvabili e ricercatissimi Dpi, dispositivi di protezione individuali. Le mascherine, cioè, sempre indispensabili a medici ed operatori sanitari per poter operare in tutte le circostante e soprattutto nei giorni attuali segnati dalla continua crescita di positivi al test del Coronavirus.
«In un momento di estrema difficoltà per il territorio in piena emergenza sanitaria, con i presidi ospedalieri in stato di massima allerta - si legge in un comunicato di Abali Basta - abbiamo preso l'unanime decisione di dare il nostro contributo, concentrandolo sulla produzione artigianale, degli introvabili Dpi nel pieno rispetto delle indicazioni delle associazioni mediche e di categoria. La generosità e il senso di abnegazione di numerosi cittadini con attitudini all'arte del cucito, hanno permesso di iniziare la produzione delle mascherine». Abali Basta, sotto stretta collaborazione tra tutti i suoi attivisti, ha individuato al momento tre aderenti con esperienze dirette di sartoria. A loro si sono aggiunte altre persone che in piena sinergia, metteranno la necessaria esperienza in questa produzione artigianale per una linea uniforme delle mascherine da produrre. «Ringraziamo quanti si sono resi disponibili per collaborare e quanti stanno fornendo i materiali necessari. Invitiamo tutta la comunità a collaborare e sostenere l'iniziativa».
Tra il materiale indispensabile, Abali Basta chiede le mercerie (ma le richieste vengono rivolte anche ai privati) forniscano soprattutto “tessuto non tessuto” ed elastici di tipo stretto o largo.
«Verosimilmente, entro questa sera - rende noto Abali Basta -, si farà il punto della situazione e concorderemo, con le autorità del territorio, le modalità per la distribuzione. Tempestivamente saranno forniti i necessari aggiornamenti».(a.m.)
«In un momento di estrema difficoltà per il territorio in piena emergenza sanitaria, con i presidi ospedalieri in stato di massima allerta - si legge in un comunicato di Abali Basta - abbiamo preso l'unanime decisione di dare il nostro contributo, concentrandolo sulla produzione artigianale, degli introvabili Dpi nel pieno rispetto delle indicazioni delle associazioni mediche e di categoria. La generosità e il senso di abnegazione di numerosi cittadini con attitudini all'arte del cucito, hanno permesso di iniziare la produzione delle mascherine». Abali Basta, sotto stretta collaborazione tra tutti i suoi attivisti, ha individuato al momento tre aderenti con esperienze dirette di sartoria. A loro si sono aggiunte altre persone che in piena sinergia, metteranno la necessaria esperienza in questa produzione artigianale per una linea uniforme delle mascherine da produrre. «Ringraziamo quanti si sono resi disponibili per collaborare e quanti stanno fornendo i materiali necessari. Invitiamo tutta la comunità a collaborare e sostenere l'iniziativa».
Tra il materiale indispensabile, Abali Basta chiede le mercerie (ma le richieste vengono rivolte anche ai privati) forniscano soprattutto “tessuto non tessuto” ed elastici di tipo stretto o largo.
«Verosimilmente, entro questa sera - rende noto Abali Basta -, si farà il punto della situazione e concorderemo, con le autorità del territorio, le modalità per la distribuzione. Tempestivamente saranno forniti i necessari aggiornamenti».(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google