La Nuova Sardegna

Olbia

Si laurea in teleconferenza dalla sua camera da letto

di Sebastiano Depperu
Si laurea in teleconferenza dalla sua camera da letto

Giovane di Luras discute la tesi a Verona davanti al pc e lascia fuori le coinquiline «Un traguardo che mi ricorderò. E adesso spero di tornare al più presto a casa»

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LURAS. Ha 23 anni e, da pochi giorni, è dottoressa in "Lingue e Cultura per l'editoria". Roberta Bonino si è laureata il 19 marzo a Verona. Niente coriandoli, parenti o amici, né una sala piena di gente che le potesse fare un applauso visto l'importante traguardo raggiunto.

Si è laureata nella sua stanza, davanti al computer, da sola e ha discusso una tesi sulla "Poesia catalana e poesia castigliana a confronto: Ausiàs March e Garcilaso de La Vega". Gli applausi e gli abbracci li avrà dopo, quando il momento di pandemia da Coronavirus passerà e potrà festeggiare con gli amici e colleghi di facoltà A Verona (in quel Veneto martoriato dal Covid 19). Poi, appena potrà, tornerà in Sardegna, nella sua Luras, dove mamma Pina Ondradu e papà Andrea Bonino, i fratelli, i parenti e gli amici la attendono a braccia aperte per stringerla forte. La festa è, dunque, solo rimandata. Ci sarà, più bella che mai.

Roberta Bonino, classe 1997, è tenace, rigorosa e ha inseguito il suo sogno di diventare dottoressa. Ce l'ha fatta. «Nel momento della discussione mi trovavo da sola nella mia stanza, perché se avessi fatto entrare le mie coinquiline per ascoltarmi la mia agitazione sarebbe aumentata - racconta la giovane lurese -. Mi sono seduta alla scrivania accanto alla finestra, davanti al computer, con un certo anticipo. Dopo essermi collegata al sito dell'università ho aspettato quindici minuti prima che la relatrice e il correlatore mi chiamassero: mi sono sembrati minuti infiniti e avevo lo stomaco in subbuglio. Iniziata la videoconferenza, mi è stato chiesto se fossi tornata a casa, in Sardegna, o se fossi rimasta a Verona. Ho risposto che avevo preferito, data la situazione, rimanere a Verona per me stessa e per la mia famiglia. Alla fine, entrambi i professori che mi hanno interrogata erano soddisfatti e si sono mostrati decisamente interessati alla mia tesi».

Il traguardo, dunque, anche se tra le difficoltà del momento, è stato comunque raggiunto: «Questa laurea, per me, è stata decisamente fuori dal comune. Non mi sarei mai aspettata di concludere il mio percorso di studi da sola in una stanza e circondata dall’emergenza. In ogni caso, è stato tutto ugualmente soddisfacente e, sicuramente, ancor più memorabile. La situazione nella quale stiamo vivendo mi preoccupa e vorrei finisse al più presto. È dura stare lontana da casa e dagli effetti in un momento come questo, ma sono sicura che sarà un'esperienza che mi servirà a crescere e affrontare le altre sfide della vita».

La neo dottoressa non sa ancora quando tornerà a casa, ma lei ovviamente non vede l’ora. Anche perché desidera tanto festeggiare degnamente la sua laurea e la fine di questo brutto periodo. Per lei e per tutti.

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