dopo la chiusura alle 18,30
Lunghe code per la spesa Nizzi: «Ordinanza giusta»
di Serena Lullia
OLBIA. La processione dei carrelli si ripete puntuale da giorni. Da sabato scorso, ultima occasione della settimana per fare la spesa prima della serrata domenicale. L’ordinanza del Comune ha...
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OLBIA. La processione dei carrelli si ripete puntuale da giorni. Da sabato scorso, ultima occasione della settimana per fare la spesa prima della serrata domenicale. L’ordinanza del Comune ha anticipato alle 18,30 la chiusura dei negozi di generi alimentari dal lunedì al sabato. Orario esteso anche alle altre, ormai poche, attività commerciali. Domenica aperte solo edicole e farmacie. Un provvedimento nato per ridurre le possibilità di contagio da Coronavirus, ma anche per dare sollievo a commessi e cassiere che dall’inizio dell’emergenza sono rimasti al lavoro. Spetta a loro, in alcuni supermercati, gestire il traffico dei clienti, contingentare gli ingressi e far rispettare le distanze. In altre strutture, invece, questo compito è affidato alle guardie giurate. Un impegno continuo, alla cassa o tra gli scaffali, con guanti e mascherine. E la paura del contagio.
Che ci sia più gente che fa la spesa lo confermano loro stessi. «Ci sono clienti che vengono tutti i giorni per comprare due cose», confidano. Che sommati a quelli che invece vanno a fare la spesa davvero per tutta la settimana, o quasi, contribuiscono ad allungare le file. Spesso i numeri crescono perché non viene rispettato l’obbligo di uscire un solo componente per famiglia. «Arrivano spesso in coppia - raccontano -. E quando diciamo che solo uno può entrare, non sempre la prendono bene».
Il sindaco Settimo Nizzi ribadisce la bontà dell’ordinanza. «Sono più che convinto che sia la scelta giusta - afferma –. Prima si torna a casa, meglio è. E dobbiamo consentire anche a commessi e cassiere di riposare. Troppa gente? Ma lo abbiamo capito o no che siamo in guerra? E in guerra non si va a fare la spesa ogni giorno. Restiamo a casa».
Che ci sia più gente che fa la spesa lo confermano loro stessi. «Ci sono clienti che vengono tutti i giorni per comprare due cose», confidano. Che sommati a quelli che invece vanno a fare la spesa davvero per tutta la settimana, o quasi, contribuiscono ad allungare le file. Spesso i numeri crescono perché non viene rispettato l’obbligo di uscire un solo componente per famiglia. «Arrivano spesso in coppia - raccontano -. E quando diciamo che solo uno può entrare, non sempre la prendono bene».
Il sindaco Settimo Nizzi ribadisce la bontà dell’ordinanza. «Sono più che convinto che sia la scelta giusta - afferma –. Prima si torna a casa, meglio è. E dobbiamo consentire anche a commessi e cassiere di riposare. Troppa gente? Ma lo abbiamo capito o no che siamo in guerra? E in guerra non si va a fare la spesa ogni giorno. Restiamo a casa».
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