Nella cittadella riapre la Caritas
I pacchi consegnati in sicurezza. Don Antonio: «Il bisogno non è vergogna»
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OLBIA. Non è rimasto a casa. Non per disobbedienza, ma per obbedienza alla missione che Gesù ha assegnato ai sacerdoti. Stare vicino a chi ha bisogno. Per una settimana il parroco di San Simplicio, don Antonio Tamponi, ha portato avanti l’incarico che gli assegnatogli dal vescovo Sebastiano Sanguinetti. Rimettere in piedi le cittadelle della carità di Tempio e Olbia chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus.
Riapre la Caritas. Uno sguardo al presente, rifornendo di generi alimentari i locali della Caritas. E uno al futuro, al dopo pandemia, creando luoghi di ascolto in sicurezza. Un impegno sul campo in prima linea per don Antonio, che non lo ha comunque tenuto lontano dai fedeli. Per tutti loro, ogni giorno, celebra la messa alle 17 in diretta Facebook e nel corso della serata regala momenti di riflessione social e catechesi per i bambini.
Il primo risultato della missione di Antonio è arrivato. Le Caritas di Tempio e Olbia hanno riaperto i battenti. In città la sede è operativa tutte le mattine, dalle 9 alle 12, nei locali di via dello Zaffiro, sotto la chiesa di San Michele. «Si possono chiedere pacchi alimentari e per averne diritto non ci sarà il controllo Isee – spiega il sacerdote via social –. Ci rendiamo conto che avere oggi una casa, non significa necessariamente avere denaro per comprare le merendine dei bambini. La Caritas è aperta tutti i giorni tranne i festivi».
Spesa sicura. La sicurezza è garantita, un aspetto a cui don Antonio tiene in modo particolare. «Il pacco o i pacchi vengono consegnati fuori dalla Caritas – spiega –. All’interno del locale ci sono due volontari che operano in sicurezza. La gente deve stare fuori in fila, a distanza di sicurezza, come succede al supermercato, nel grande piazzale».
Cosa c’è. La Caritas mette a disposizione beni a lunga conservazione, pasta, zucchero, pelati, latte, farina. Ma anche prodotti per l’igiene personale.
Cosa serve. Chi ha la possibilità economica di donare può farlo con ogni tipo di generi alimentare, ma in particolare servono prodotti per l’igiene personale, shampoo, schiuma da barba, detergenti intimi per i bambini.
La cittadella. Inaugurata nel febbraio 2018, la cittadella della carità comprende un emporio alimentare, un ufficio per il microcredito, un centro di ascolto. È venuta su per volere del vescovo Sanguinetti con mattoni e solidarietà. E la generosità dei cuori buoni continua a tenerla in piedi. Anche in questo momento così difficile per tutti, le donazioni per aiutare gli altri non mancano.
L’appello. Don Antonio lancia un appello. «Carissimi, il momento di bisogno non è vergogna – scrive su Fb –. Chi ha necessità vada. Nessuno avrebbe voluto la crisi». (se.lu.)
Riapre la Caritas. Uno sguardo al presente, rifornendo di generi alimentari i locali della Caritas. E uno al futuro, al dopo pandemia, creando luoghi di ascolto in sicurezza. Un impegno sul campo in prima linea per don Antonio, che non lo ha comunque tenuto lontano dai fedeli. Per tutti loro, ogni giorno, celebra la messa alle 17 in diretta Facebook e nel corso della serata regala momenti di riflessione social e catechesi per i bambini.
Il primo risultato della missione di Antonio è arrivato. Le Caritas di Tempio e Olbia hanno riaperto i battenti. In città la sede è operativa tutte le mattine, dalle 9 alle 12, nei locali di via dello Zaffiro, sotto la chiesa di San Michele. «Si possono chiedere pacchi alimentari e per averne diritto non ci sarà il controllo Isee – spiega il sacerdote via social –. Ci rendiamo conto che avere oggi una casa, non significa necessariamente avere denaro per comprare le merendine dei bambini. La Caritas è aperta tutti i giorni tranne i festivi».
Spesa sicura. La sicurezza è garantita, un aspetto a cui don Antonio tiene in modo particolare. «Il pacco o i pacchi vengono consegnati fuori dalla Caritas – spiega –. All’interno del locale ci sono due volontari che operano in sicurezza. La gente deve stare fuori in fila, a distanza di sicurezza, come succede al supermercato, nel grande piazzale».
Cosa c’è. La Caritas mette a disposizione beni a lunga conservazione, pasta, zucchero, pelati, latte, farina. Ma anche prodotti per l’igiene personale.
Cosa serve. Chi ha la possibilità economica di donare può farlo con ogni tipo di generi alimentare, ma in particolare servono prodotti per l’igiene personale, shampoo, schiuma da barba, detergenti intimi per i bambini.
La cittadella. Inaugurata nel febbraio 2018, la cittadella della carità comprende un emporio alimentare, un ufficio per il microcredito, un centro di ascolto. È venuta su per volere del vescovo Sanguinetti con mattoni e solidarietà. E la generosità dei cuori buoni continua a tenerla in piedi. Anche in questo momento così difficile per tutti, le donazioni per aiutare gli altri non mancano.
L’appello. Don Antonio lancia un appello. «Carissimi, il momento di bisogno non è vergogna – scrive su Fb –. Chi ha necessità vada. Nessuno avrebbe voluto la crisi». (se.lu.)
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