il mondo dello spettacolo in crisi
L’appello del Circo sardo: «I nostri serpenti muoiono, aiutateci»
OLBIA. «Sindaco, ci faccia una telefonata». La richiesta è di Priamo Casu, capofamiglia dell’ultima generazione circense sarda, alle prese con la crisi causata dall’emergenza coronavirus. Già qualche...
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OLBIA. «Sindaco, ci faccia una telefonata». La richiesta è di Priamo Casu, capofamiglia dell’ultima generazione circense sarda, alle prese con la crisi causata dall’emergenza coronavirus. Già qualche settimana fa il nucleo del Circo sardo aveva provato a rivolgersi alla Regione, manifestando le pesanti difficoltà economiche per via degli annullamenti di tutti gli spettacoli. Oltre al sostentamento della famiglia di artisti, a rischio c’era la vita dei diversi serpenti, da sempre protagonisti degli show in giro per l’isola e l’Italia. Per uno di loro non c’è stato niente da fare ed è morto di fame, per questo Priamo, ex domatore di animali e da anni clown degli spettacoli, torna a parlare: «Purtroppo in questi giorni siamo arrivati a indebitarci per riuscire a fare la spesa di casa e a procurare del cibo ai serpenti – spiega –. Per questo chiedo un aiuto al sindaco. Noi durante la nostra carriera non abbiamo mai voluto alcuna sovvenzione, la nostra unica via di guadagno è sempre stata il pubblico». Qualche giorno fa padre e figlia, talento circense e cantante, hanno affidato le loro speranze a un brano musicale chitarra e voce, diffuso sui social. «In queste settimane in cui siamo rimasti a casa è nata una canzone, scritta da me con la collaborazione di mio padre – ha scritto su Facebbok la giovane Shamira –, una melodia di speranza per aiutarci a superare questo brutto periodo, il titolo è “Stiamo insieme”». Il Circo sardo svolge abitualmente spettacoli nelle piazze dei paesi, rivolti per lo più ai più piccoli, così come verso i piccoli si è sempre impegnato il trio circense con diverse attività ed esibizioni nei reparti pediatrici degli ospedali. «Sappiamo bene che questo è un periodo complicato per tutti – ancora Priamo Casu – e che il Comune ogni giorno ha tanto lavoro da fare. Ma vorrei solo ricordare che ci siamo anche noi, da sempre legati a Olbia e a nostro modo rappresentiamo un’istituzione isolana, chiediamo un contributo per continuare a tenere i serpenti». (p.a.)
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