Quattro pazienti isolati nel nuovo reparto Covid
di Stefania Puorro
Riapertura parziale per la Rianimazione: si deve concludere la sanificazione Ancora chiusa Medicina, via all’accorpamento di Ortopedia e Chirurgia
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OLBIA. Quattro pazienti nell’area Covid-19, il reparto isolato e protetto entrato in funzione ieri mattina al primo piano del Giovanni Paolo II. E’ qui che sono stati spostati i primi ricoverati in ospedale risultati positivi. Ma si tratta di una sistemazione temporanea. Perché, come prevedono le direttive regionali, dovrebbero essere trasferiti al Mater Olbia oppure a Sassari, Cagliari o Nuoro.
I reparti. La Rianimazione, dalla giornata di ieri, è di nuovo operativa, ma con la metà dei posti letto (tre su sei). Per la riapertura totale del reparto, si dovrà attendere che vengano concluse le procedure di sanificazione. Restano per ora ancora blindati Ortopedia, Chirurgia e Medicina. Ma ci sono alcune novità: si sta lavorando per accorpare Ortopedia e Chirurgia, visto che i pazienti ricoverati sono pochi. Questo consentirà di ottimizzare al meglio il personale. Una parte del quale verrà dedicato al reparto Covid. Nella Medicina, dove non ci sarebbero più contagi, si sta portando avanti la sanificazione e nel giro di 48 ore potrebbe riaprire. Si continuano ad attendere però i risultati di altri tamponi. Ancora chiusa anche l’Emodinamica, mentre è in funzione l’Utic, l’Unità di terapia intensiva coronarica. Tutto a posto al Pronto soccorso, in Ostetricia e in Dialisi. Dove, come ha detto il sindaco Nizzi, non ci sono casi di contagio.
Centro trasfusionale. Il centro trasfusionale, invece, è rientrato nella piena operatività già da giovedì mattina. Per un buon numero di tamponi (che riguardano medici e infermieri) è arrivato il risultato: tutti negativi. Ma mancano ancora alcuni responsi, pochi per la verità. Nella giornata di ieri, è cresciuto il numero dei donatori. Giovedì mattina si era presentata una sola persona per donare il sangue, ieri invece sono arrivati in otto, quattro dei quali stranieri.
Alt ai ricoveri. Sino a quando i reparti di Medicina, Chirurgia e Ortopedia non potranno accogliere nuovi pazienti, non si può ricoverare nessuno. Questo vuol dire che se arriva un caso urgente al pronto soccorso, per il momento gli specialisti della Medicina d’urgenza stabilizzano il paziente e poi si organizza l’immediato trasferimento in altre strutture. E’ già accaduto. Una paziente arrivata nel dipartimento di emergenza che doveva essere sottoposta a un intervento chirurgico, è stata portata in ambulanza a Nuoro per essere operata e ricoverata.
I test. Non ci sono aggiornamenti ufficiali rispetto ai dati forniti dal sindaco Settimo Nizzi l’altro ieri sera. Quindi: su 234 tamponi, 27 sono risultati positivi, mentre il numero dei negativi al Covid-19 sono 176. Si attendono i risultati di altri 31 test.
Persone con disabilità. È arrivata una richiesta da parte di alcune persone con disabilità. «Mia moglie lavora in ospedale - dice un giovane con una patologia cronica grave -e lei, anche a casa, prende tutte le precauzioni possibili. Ma il mio sistema immunitario è precario e sarebbe giusto sottopormi a tampone. Non sono il solo in questa situazione, siamo tanti. Ci sono delle priorità e vanno rispettate, ma anche noi non vorremmo essere dimenticati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I reparti. La Rianimazione, dalla giornata di ieri, è di nuovo operativa, ma con la metà dei posti letto (tre su sei). Per la riapertura totale del reparto, si dovrà attendere che vengano concluse le procedure di sanificazione. Restano per ora ancora blindati Ortopedia, Chirurgia e Medicina. Ma ci sono alcune novità: si sta lavorando per accorpare Ortopedia e Chirurgia, visto che i pazienti ricoverati sono pochi. Questo consentirà di ottimizzare al meglio il personale. Una parte del quale verrà dedicato al reparto Covid. Nella Medicina, dove non ci sarebbero più contagi, si sta portando avanti la sanificazione e nel giro di 48 ore potrebbe riaprire. Si continuano ad attendere però i risultati di altri tamponi. Ancora chiusa anche l’Emodinamica, mentre è in funzione l’Utic, l’Unità di terapia intensiva coronarica. Tutto a posto al Pronto soccorso, in Ostetricia e in Dialisi. Dove, come ha detto il sindaco Nizzi, non ci sono casi di contagio.
Centro trasfusionale. Il centro trasfusionale, invece, è rientrato nella piena operatività già da giovedì mattina. Per un buon numero di tamponi (che riguardano medici e infermieri) è arrivato il risultato: tutti negativi. Ma mancano ancora alcuni responsi, pochi per la verità. Nella giornata di ieri, è cresciuto il numero dei donatori. Giovedì mattina si era presentata una sola persona per donare il sangue, ieri invece sono arrivati in otto, quattro dei quali stranieri.
Alt ai ricoveri. Sino a quando i reparti di Medicina, Chirurgia e Ortopedia non potranno accogliere nuovi pazienti, non si può ricoverare nessuno. Questo vuol dire che se arriva un caso urgente al pronto soccorso, per il momento gli specialisti della Medicina d’urgenza stabilizzano il paziente e poi si organizza l’immediato trasferimento in altre strutture. E’ già accaduto. Una paziente arrivata nel dipartimento di emergenza che doveva essere sottoposta a un intervento chirurgico, è stata portata in ambulanza a Nuoro per essere operata e ricoverata.
I test. Non ci sono aggiornamenti ufficiali rispetto ai dati forniti dal sindaco Settimo Nizzi l’altro ieri sera. Quindi: su 234 tamponi, 27 sono risultati positivi, mentre il numero dei negativi al Covid-19 sono 176. Si attendono i risultati di altri 31 test.
Persone con disabilità. È arrivata una richiesta da parte di alcune persone con disabilità. «Mia moglie lavora in ospedale - dice un giovane con una patologia cronica grave -e lei, anche a casa, prende tutte le precauzioni possibili. Ma il mio sistema immunitario è precario e sarebbe giusto sottopormi a tampone. Non sono il solo in questa situazione, siamo tanti. Ci sono delle priorità e vanno rispettate, ma anche noi non vorremmo essere dimenticati».
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