Vigilanza privata in trincea la busta paga è più pesante
di Paolo Ardovino
La società Ol Securpol aumenta di 100 euro lo stipendio dei suoi dipendenti Il titolare Domenico Salvaggio: «Lavorano sotto stress soprattutto nei market»
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OLBIA. Una settimana fa Domenico Salvaggio aveva alzato la voce per dare risalto agli uomini della sicurezza: quelli della sua Ol Securpol, di cui è titolare, e in generale tutti coloro che sono impegnati in prima linea in questo periodo, insieme a forze dell’ordine e sanitari. Stavolta rincara la dose, «dalle parole si passa ai fatti» e annuncia soddisfatto la decisione di aumentare di 100 euro lo stipendio a tutti i dipendenti.
Salvaggio, messinese, a capo dell’istituto di vigilanza olbiese, ha deciso in questo modo di premiare gli sforzi di chi in queste ore si occupa di mantenere alta l’asticella della sicurezza. «Più che negli ospedali, in Sardegna le vere situazioni complicate sono nei supermercati – spiega in proposito –, per via di questa sorta di delirio diffuso sul discorso del cibo, con i supermercati costretti inoltre ad applicare la normativa sulla distanza. Il panico è generato dal pensiero, erroneo, che da un momento all’altro possano finire le scorte». Ed è qui che la presenza dei vigilanti è fondamentale, come dice Salvaggio. Le guardie entrano a contatto con individui particolarmente sensibili alla situazione attuale, tesi o spaventati, sono chiamati in causa a mantenere la sicurezza ma, spesso e volentieri, anche a creare un dialogo per tranquillizzare chi hanno davanti. «Non voglio venga vista come un’opera pia – precisa il titolare sull’aumento di stipendio –, è un atto doveroso e fatto a prescindere dagli aiuti che arriveranno in futuro dallo stato a favore dei lavoratori, perché i dipendenti sono il patrimonio più grande di un’azienda. Loro rendono possibile raggiungere la mission aziendale e sono la vera ricchezza all’interno di un’impresa. Solo attraverso questo prezioso contributo è possibile riuscire e tagliare i vari traguardi».
L’istituto Ol Securpol è attivo sul territorio ormai da diversi anni attraverso diversi servizi che vanno dalla vigilanza fissa alla ronda, impianti d’allarme, pronto intervento, tra gli altri, e qualche anno fa si rese protagonista per la donazione di un servizio di sorveglianza che ricoprì tutte le chiese della città.
Salvaggio, messinese, a capo dell’istituto di vigilanza olbiese, ha deciso in questo modo di premiare gli sforzi di chi in queste ore si occupa di mantenere alta l’asticella della sicurezza. «Più che negli ospedali, in Sardegna le vere situazioni complicate sono nei supermercati – spiega in proposito –, per via di questa sorta di delirio diffuso sul discorso del cibo, con i supermercati costretti inoltre ad applicare la normativa sulla distanza. Il panico è generato dal pensiero, erroneo, che da un momento all’altro possano finire le scorte». Ed è qui che la presenza dei vigilanti è fondamentale, come dice Salvaggio. Le guardie entrano a contatto con individui particolarmente sensibili alla situazione attuale, tesi o spaventati, sono chiamati in causa a mantenere la sicurezza ma, spesso e volentieri, anche a creare un dialogo per tranquillizzare chi hanno davanti. «Non voglio venga vista come un’opera pia – precisa il titolare sull’aumento di stipendio –, è un atto doveroso e fatto a prescindere dagli aiuti che arriveranno in futuro dallo stato a favore dei lavoratori, perché i dipendenti sono il patrimonio più grande di un’azienda. Loro rendono possibile raggiungere la mission aziendale e sono la vera ricchezza all’interno di un’impresa. Solo attraverso questo prezioso contributo è possibile riuscire e tagliare i vari traguardi».
L’istituto Ol Securpol è attivo sul territorio ormai da diversi anni attraverso diversi servizi che vanno dalla vigilanza fissa alla ronda, impianti d’allarme, pronto intervento, tra gli altri, e qualche anno fa si rese protagonista per la donazione di un servizio di sorveglianza che ricoprì tutte le chiese della città.
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