Il Tar ferma il cantiere che smantella il capolinea del trenino

PALAU. Lo stop al cantiere comunale del porto commerciale questa volta arriva dal Tar. Dopo il no del ministero e della Soprintendenza, l’ente locale ha scelto le vie legali per dimostrare, a suo...

PALAU. Lo stop al cantiere comunale del porto commerciale questa volta arriva dal Tar. Dopo il no del ministero e della Soprintendenza, l’ente locale ha scelto le vie legali per dimostrare, a suo dire, la fattibilità dei lavori di riqualificazione dell’area di accesso allo scalo vicina alla stazione marittima e al capolinea del trenino verde. Il progetto prevede anche la realizzazione di una rotatoria sulla via parallela alla strada ferrata che si affaccia sulla spiaggia di Palau Vecchio. «Nell’attuale fase del procedimento sono in corso le valutazioni della Soprintendenza sulle modalità di tutela della tratta ferroviaria in questione. Non ricorrono i presupposti di estrema gravità e urgenza per la concessione della richiesta misura cautelare - decreta il Tar, respingendo l'istanza del Comune -, volta a ottenere una possibile immediata ripresa dei lavori, che potrebbe alterare lo stato dei luoghi». Rinviando al 22 aprile l’udienza collegiale per dirimere la questione, il Tar ha quindi rigettato il ricorso del Comune contro il ministero per i Beni e le Attività culturali e la Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Con un decreto, il tribunale amministrativo non ha accolto la domanda di misure cautelari per l’annullamento, previa sospensione, degli atti ministeriali e del Mibact, che due mesi fa aveva imposto al Comune di attivare con la massima tempestività ogni iniziativa utile a garantire la tutela dell’intera tratta ferroviaria Palau-Palau marina. Un tracciato super tutelato dalla legge numero 128 del 2017. Nonostante il provvedimento di immediata sospensione dei lavori in caso di apertura del cantiere, l’impresa vincitrice l’appalto comunale da 585mila euro (stanziato con fondi regionali) ha comunque iniziato le opere il 17 febbraio. Gli operai hanno continuato a lavorare anche dopo il secondo stop imposto dalla Soprintendenza il 18 febbraio, che imponeva il divieto di spostare il capolinea del trenino verde, sebbene di poche centinaia di metri e di realizzare un’altra piattaforma. Oltre al divieto di demolire alcune strutture. Operai e mezzi meccanici si erano trasferiti poi nel punto in cui è progettato il nuovo capolinea.

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