Stupro di una bambina di 11 anni, Massimiliano Mulas chiede uno sconto di pena – IL PUNTO
Alle spalle del 45enne una serie di reati tutti a sfondo sessuale
Sarà il 4 marzo 2026 la data chiave del procedimento che vede imputato Massimiliano Mulas, 45enne accusato di abusi su una bambina di 11 anni. L’uomo, gallurese, ha scelto di farsi giudicare con rito abbreviato, rinunciando al processo ordinario: una decisione che permette di definire il caso sulla base degli atti raccolti dagli inquirenti e che, in caso di condanna, comporta uno sconto di pena fino a un terzo. L’accusa è di violenza sessuale aggravata su minore, reato che prevede una condanna fino a 18 anni di reclusione.
Il fatto
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio risale al 10 aprile scorso. La ragazzina sarebbe stata pedinata per un tratto di strada fino al portone di casa, dove si sarebbe consumata l’aggressione. Le indagini dei carabinieri si sono concentrate fin da subito sulla ricostruzione degli spostamenti dell’indagato, analizzando numerosi filmati di videosorveglianza tra centro città e mezzi pubblici. Le immagini avrebbero documentato il percorso della minore dall’uscita della palestra fino al rientro nell’abitazione.
La bambina, accorgendosi di essere seguita, aveva chiamato un’amica per sentirsi più sicura durante il tragitto. È stata proprio quell’amica a informare i genitori, che hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine. L’arresto è scattato in serata, a poche ore dai fatti: un militare, rientrato in servizio dopo la segnalazione, ha notato l’uomo aggirarsi nei pressi della zona con atteggiamento nervoso. Un particolare si è rivelato determinante: nell’androne del palazzo era stato trovato un marsupio con documenti personali riconducibili al 45enne. Gli inquirenti sospettano che fosse tornato per recuperarlo.
Dopo il fermo, l’imputato è stato trasferito in un reparto protetto del carcere, destinato ai detenuti accusati di reati sessuali. Attraverso il proprio difensore aveva fatto sapere di voler chiedere scusa alla famiglia della minore e di essere pronto a rilasciare dichiarazioni spontanee davanti al giudice.
L’identikit
Massimiliano Mulas, residente a Tempio, con una vita da vagabondo negli ultimi anni, fra Cuneo, Perugia, Torino e Spoleto, resta nel carcere di Santa Maria Maggiore, a Venezia, dove si trova in isolamento. Il cognome è sardo, ma lui è nato a Bruchsal, Baden-Württemberg, in Germania. Alle spalle una sfilza di procedimenti penali per reati simili. Tutti a sfondo sessuale.
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