«Coronavirus ma non solo 5 posti di terapia intensiva»
di Angelo Mavuli
Addis, Deiana e Muzzu in videoconferenza con tre assessori regionali e l’Ats Il vicesindaco: «Abbiamo presentato le nostre richieste, ora più informazione»
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TEMPIO. Cinque posti di terapia intensiva non per il Covid ma per terapie ordinarie. Comunicazione in tempo reale degli esiti dei tamponi effettuati. Consegna dei dispositivi di protezione individuale ai vari ospedali che li distribuiranno in base alle esigenze di servizio e ai fattori di maggiore o minore esposizione al rischio del personale. Queste, fra le altre cose, le principali richieste formulate da Gianni Addis durante una videoconferenza con l'assessore regionale alla sanità Mario Nieddu, l'assessore agli enti locali Quirico Sanna, l'assessore alla difesa dell'ambiente Gianni Lampis e i vertici regionali dell'Ats. Alla conferenza erano presenti per l’alta Gallura, oltre ad Addis, anche il presidente dell’Anci Emiliano Deiana e il presidente dell'Unione dei Comuni Nicola Muzzu.
«Durante il vertice – spiega Addis – abbiamo appreso che anche al Paolo Dettori sarà allestita, quanto prima, un'area per eventuali isolati, che si procederà a concludere lo screening del personale e che riapre agli esterni il reparto di Ortopedia». Durante la videoconferenza, ai rappresentati regionali sono state chieste ulteriori misure anti-coronavirus come l'estensione dei tamponi a tutto il personale del presidio ospedaliero, i tamponi ai pazienti ricoverati e dimessi dal reparto di medicina, l’adozione del termolaser per chiunque entri in ospedale e l’adozione di un protocollo per il trasferimento di eventuali pazienti positivi dal Paolo Dettori a un nosocomio appositamente predisposto. «Da ieri, inoltre – prosegue ancora Gianni Addis – dal servizio di igiene pubblica dell'Ats di Sassari è stato formalmente notificato l'elenco dei soggetti positivi e di coloro i quali sono sottoposti a quarantena con sorveglianza attiva in quanto individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattie infettive diffuse. Dall'elenco si evince che alcuni di loro finiranno in questi giorni i 14 giorni di quarantena». Vista l'assenza di informazioni, sottolinea Addis, è ovvio però «che nessuno ha fatto i controlli sull'osservanza o meno della quarantena da parte di questi soggetti. Questo è un esempio di cosa succede quando manca la comunicazione tempestiva e il cerchio non si chiude. Non si tratta di fare una gara a chi è più bravo ad avere le informazioni, importante è averle in maniera ufficiale per poter attivare le procedure che altrimenti non sarebbe possibile mettere in atto».
«Dopo – conclude Gianni Addis – le proteste dei sindaci, che non volevano di certo creare allarmismo ma semplicemente mettere l'accento sull'importanza della comunicazione tempestiva e corretta tra istituzioni, qualcosa finalmente si è mosso. Da oggi, infatti, è attivo il numero verde che consente ai sindaci di mettersi in contatto direttamente con l'unità di crisi regionale».
«Durante il vertice – spiega Addis – abbiamo appreso che anche al Paolo Dettori sarà allestita, quanto prima, un'area per eventuali isolati, che si procederà a concludere lo screening del personale e che riapre agli esterni il reparto di Ortopedia». Durante la videoconferenza, ai rappresentati regionali sono state chieste ulteriori misure anti-coronavirus come l'estensione dei tamponi a tutto il personale del presidio ospedaliero, i tamponi ai pazienti ricoverati e dimessi dal reparto di medicina, l’adozione del termolaser per chiunque entri in ospedale e l’adozione di un protocollo per il trasferimento di eventuali pazienti positivi dal Paolo Dettori a un nosocomio appositamente predisposto. «Da ieri, inoltre – prosegue ancora Gianni Addis – dal servizio di igiene pubblica dell'Ats di Sassari è stato formalmente notificato l'elenco dei soggetti positivi e di coloro i quali sono sottoposti a quarantena con sorveglianza attiva in quanto individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattie infettive diffuse. Dall'elenco si evince che alcuni di loro finiranno in questi giorni i 14 giorni di quarantena». Vista l'assenza di informazioni, sottolinea Addis, è ovvio però «che nessuno ha fatto i controlli sull'osservanza o meno della quarantena da parte di questi soggetti. Questo è un esempio di cosa succede quando manca la comunicazione tempestiva e il cerchio non si chiude. Non si tratta di fare una gara a chi è più bravo ad avere le informazioni, importante è averle in maniera ufficiale per poter attivare le procedure che altrimenti non sarebbe possibile mettere in atto».
«Dopo – conclude Gianni Addis – le proteste dei sindaci, che non volevano di certo creare allarmismo ma semplicemente mettere l'accento sull'importanza della comunicazione tempestiva e corretta tra istituzioni, qualcosa finalmente si è mosso. Da oggi, infatti, è attivo il numero verde che consente ai sindaci di mettersi in contatto direttamente con l'unità di crisi regionale».
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