La Nuova Sardegna

Olbia

Il virus ferma i bus Aspo salve solo 56 corse su 350

di Giandomenico Mele
Il virus ferma i bus Aspo salve solo 56 corse su 350

Il presidente Putzu: «Manteniamo le linee essenziali, prima viene la salute» Una barriera evita il contatto autisti-passeggeri, a bordo in media 4 persone

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OLBIA. Un piano di emergenza legato a un assunto: meno autobus per un servizio a favore dei cittadini. L’impatto del coronavirus ha rivoluzionato anche il trasporto pubblico su gomma a Olbia. L’Aspo, l’azienda di trasporto locale, ha messo in piedi una strategia di contenimento dei possibili contagi, riducendo drasticamente numero di linee e corse, pur non interrompendo un servizio di mobilità che in certe situazioni diventa essenziale. Normalmente l’Aspo assicura 12 linee e 350 corse quotidiane. Da dieci giorni copre sei linee per 56 corse al giorno, con una riduzione dell’operativo che si aggira intorno all’85%. Una diga contro gli spostamenti, eccetto quelli veramente indispensabili.

«Sulla base dell’ultima ordinanza della Regione e dell’aggiornamento che ha esteso le misure di contenimento fino al prossimo 3 aprile, abbiamo cercato di limitare al massimo il trasporto pubblico urbano e ridotto le linee a quelle veramente essenziali – spiega Massimo Putzu, presidente dell’Aspo – Abbiamo condotto una analisi interna, condivisa con il sindaco, sulla base del principio che la riduzione del servizio al massimo va incontro proprio alla salute dei cittadini, nella logica di limitarne gli spostamenti».

Ingresso posteriore. Ci sono poi le misure di sicurezza messe in campo dall’azienda. Su tutti gli autobus dell’Aspo è consentito salire a bordo solo dalla parte posteriore. Non esistono contatti con il conducente, dal momento che è stata interrotta la vendita dei biglietti a bordo, consentendo l’acquisto solo nelle rivendite autorizzate, con un sms o attraverso l’app My Cicero. Poi al centro dei corridoi degli autobus è stata creata una sorta di barriera in plastica, che impedisce ai passeggeri di avvicinarsi al conducente. Circa le distanze di sicurezza tra gli stessi passeggeri, l’Aspo rassicura sul rispetto delle prescrizioni. «Monitoriamo costantemente i flussi e gli ingressi sugli autobus – spiega Putzu –. Possiamo dire che salgono sui mezzi pubblici una media di quattro persone per autobus, con un picco massimo di nove persone, ma ci sono anche mezzi che viaggiano vuoti. Dunque su autobus lunghi anche oltre i 10 metri possiamo garantire che gli spazi consentono il rispetto della distanza di un metro e più tra gli utenti a bordo».

Autista schermato. Tutte queste precauzioni fanno sì che non esista la possibilità di contatto tra conducente e passeggeri. Nonostante questo gli autisti dell’Aspo sono tutti dotati di mascherina. Il rispetto della distanza minima di un metro, come detto, è sempre garantito. «Il conducente guida guardando avanti, non ha nessun contatto con i passeggeri – conferma Putzu –. Da parte nostra cerchiamo di limitare al massimo la mobilità, provvedimento che si accompagna in questo senso all’apertura gratuita di tutti i parcheggi a pagamento per le auto, le cosiddette strisce blu, ai cittadini. Le corse sono ridotte all’osso, dopo la chiusura di porto e aeroporto sono state soppresse pure quelle che conducevano all’Isola Bianca e al Costa Smeralda. Nei festivi tagliamo anche la corsa 11 per la zona industriale, dal momento che le aziende chiudono».

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