Tre inchieste sugli ospedali galluresi
di Tiziana Simula
Accertamenti a Olbia e Tempio sulla gestione dei pazienti Covid, si indaga anche sui ritardi per i risultati dei tamponi
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OLBIA. Trasferimenti di pazienti dall’ospedale San Francesco di Nuoro al reparto ortopedia del Paolo Dettori di Tempio, esposti di amministratori locali e interrogazioni di consiglieri regionali che denunciano anomalie nella gestione di pazienti Covid nelle due strutture sanitarie della Gallura, e tempi di attesa troppo lunghi per i risultati dei tamponi effettuati sul personale sanitario nell’ospedale di Olbia.
Il Coronavirus fa sentire i suoi pericolosi effetti anche negli uffici giudiziari. Tanto da far aprire tre filoni di inchiesta. Sull’attività in corso c’è il massimo riserbo. Al momento non ci sarebbero indagati. La Procura e gli investigatori si muovono con molta cautela avendo il massimo rispetto per il lavoro dei sanitari impegnati in prima linea a combattere la guerra contro il Covid 19. Ma sul tavolo del capo dei pm Gregorio Capasso sono arrivati esposti e segnalazioni su diverse presunte anomalie che sarebbero avvenute all’interno dei due ospedali che rendono necessari accertamenti giudiziari. La Procura di Tempio, tra l’altro, è stata la prima ad aprire un’inchiesta su quanto stava accadendo negli ospedali del nord Sardegna, dove alta è la percentuale dei contagi tra il personale sanitario. I primi accertamenti sono cominciati a metà marzo e si riferiscono al trasferimento di un paziente dall’ospedale San Francesco di Nuoro al reparto di ortopedia del Paolo Dettori di Tempio, paziente risultato poi positivo al Coronavirus. In due circostanze diverse sarebbero avvenuti trasferimenti dal San Francesco all’ospedale di Tempio, sui quali la Procura ha disposto accertamenti per verificare le ragioni e le modalità del trasferimento. Capasso ha avviato una complessa serie di accertamenti preliminari nei due ospedali volti a verificare la correttezza delle procedure attivate nei reparti. La polizia giudiziaria sta entrando nelle strutture sanitarie per acquisire documenti e testimonianze. In particolare, l’attività investigativa è rivolta al contenuto di un esposto a firma del vicesindaco di Tempio Gianni Addis e dei sindaci dell’alta Gallura che segnalavano, oltre al primo caso di positività del paziente trasferito dall’ospedale di Nuoro, anche presunte anomali nella gestione di un paziente positivo nel reparto di medicina, denunciando la mancata attuazione delle misure di sicurezza necessarie per limitare il contagio. Il procuratore vuole anche capire come mai non è stato possibile avere in tempi brevi i risultati di 140 tamponi eseguiti al personale sanitario dell’ospedale di Olbia. All’attenzione della Procura anche un’interrogazione del 24 marzo del consigliere regionale Giuseppe Meloni con cui segnalava la permanenza di due pazienti positivi al Covid 19 nell’ospedale Olbia, intubati in Rianimazione, «nonostante quell’ospedale risulti ancora no Covid».
Il Coronavirus fa sentire i suoi pericolosi effetti anche negli uffici giudiziari. Tanto da far aprire tre filoni di inchiesta. Sull’attività in corso c’è il massimo riserbo. Al momento non ci sarebbero indagati. La Procura e gli investigatori si muovono con molta cautela avendo il massimo rispetto per il lavoro dei sanitari impegnati in prima linea a combattere la guerra contro il Covid 19. Ma sul tavolo del capo dei pm Gregorio Capasso sono arrivati esposti e segnalazioni su diverse presunte anomalie che sarebbero avvenute all’interno dei due ospedali che rendono necessari accertamenti giudiziari. La Procura di Tempio, tra l’altro, è stata la prima ad aprire un’inchiesta su quanto stava accadendo negli ospedali del nord Sardegna, dove alta è la percentuale dei contagi tra il personale sanitario. I primi accertamenti sono cominciati a metà marzo e si riferiscono al trasferimento di un paziente dall’ospedale San Francesco di Nuoro al reparto di ortopedia del Paolo Dettori di Tempio, paziente risultato poi positivo al Coronavirus. In due circostanze diverse sarebbero avvenuti trasferimenti dal San Francesco all’ospedale di Tempio, sui quali la Procura ha disposto accertamenti per verificare le ragioni e le modalità del trasferimento. Capasso ha avviato una complessa serie di accertamenti preliminari nei due ospedali volti a verificare la correttezza delle procedure attivate nei reparti. La polizia giudiziaria sta entrando nelle strutture sanitarie per acquisire documenti e testimonianze. In particolare, l’attività investigativa è rivolta al contenuto di un esposto a firma del vicesindaco di Tempio Gianni Addis e dei sindaci dell’alta Gallura che segnalavano, oltre al primo caso di positività del paziente trasferito dall’ospedale di Nuoro, anche presunte anomali nella gestione di un paziente positivo nel reparto di medicina, denunciando la mancata attuazione delle misure di sicurezza necessarie per limitare il contagio. Il procuratore vuole anche capire come mai non è stato possibile avere in tempi brevi i risultati di 140 tamponi eseguiti al personale sanitario dell’ospedale di Olbia. All’attenzione della Procura anche un’interrogazione del 24 marzo del consigliere regionale Giuseppe Meloni con cui segnalava la permanenza di due pazienti positivi al Covid 19 nell’ospedale Olbia, intubati in Rianimazione, «nonostante quell’ospedale risulti ancora no Covid».
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