Ogni settimana in trecento chiedono aiuto alla Caritas
di Serena Lullia
La Cittadella della carità resta un punto di riferimento per le persone in difficoltà L’emergenza Coronavirus ha fatto lievitare i numeri. Cresce anche la generosità
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Gli occhi sorridenti dei volontari scaldano il cuore. Emozioni che non si piegano all’omologazione delle espressioni imposta dalle mascherine. Davanti a loro, in ordinata fila nel piazzale della Cittadella della carità, le persone aspettano il turno per ritirare i pacchi degli alimenti. L’emergenza Coronavirus ha fatto lievitare le richieste. Alle famiglie che hanno sempre avuto bisogno di aiuto, se ne aggiungono tante altre messe in ginocchio da oltre venti giorni di isolamento. Senza poter lavorare e senza sapere se domani potranno ricominciare a farlo.
I numeri. La Cittadella della carità apre le braccia a tutti. Nella certezza che ognuno, con un esame di coscienza, sappia che della generosità nessuno ha diritto di approfittarsene. Perché ci sono realmente persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Prima la Caritas aiutava in totale 298 famiglie. Consegnava alimenti a 50 persone alla settimana. Oggi a 300 alla settimana. E la dimensione dell’emergenza è nel resto degli altri numeri. I litri di latte che finiscono nei pacchi solidali sono passati da 300 alla settimana a 1400; la pasta da un quintale e mezzo a sei; le scatolette di pelati da 150 a 2400.
Donare nel silenzio. Di fronte a una emergenza sociale in crescita la generosità degli olbiesi, di semplici cittadini e aziende non manca. Ogni giorno ci sono donazioni. Piccole e grandi. Destinate a restare anonime. Perché la vera generosità si fa nel silenzio.
Cosa serve. Tutto ciò che è donato con il cuore è ben accetto. Ci sono però alcuni prodotti che servono più di altri in questo momento nelle famiglie. Zucchero, farina, passata di pomodoro, bagno doccia, detersivi per la lavatrice, varechina, olio di oliva.
Gli orari. La Cittadella della Carità di via del Zaffiro è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. All’interno due volontari, con mascherina e guanti, preparano i pacchi. Le persone che arrivano per donare o ricevere possono entrare con le auto nel grande piazzale esterno. In piedi fanno poi la fila, come al market o in farmacia, mantenendo le distanza di sicurezza.
I numeri. La Cittadella della carità apre le braccia a tutti. Nella certezza che ognuno, con un esame di coscienza, sappia che della generosità nessuno ha diritto di approfittarsene. Perché ci sono realmente persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Prima la Caritas aiutava in totale 298 famiglie. Consegnava alimenti a 50 persone alla settimana. Oggi a 300 alla settimana. E la dimensione dell’emergenza è nel resto degli altri numeri. I litri di latte che finiscono nei pacchi solidali sono passati da 300 alla settimana a 1400; la pasta da un quintale e mezzo a sei; le scatolette di pelati da 150 a 2400.
Donare nel silenzio. Di fronte a una emergenza sociale in crescita la generosità degli olbiesi, di semplici cittadini e aziende non manca. Ogni giorno ci sono donazioni. Piccole e grandi. Destinate a restare anonime. Perché la vera generosità si fa nel silenzio.
Cosa serve. Tutto ciò che è donato con il cuore è ben accetto. Ci sono però alcuni prodotti che servono più di altri in questo momento nelle famiglie. Zucchero, farina, passata di pomodoro, bagno doccia, detersivi per la lavatrice, varechina, olio di oliva.
Gli orari. La Cittadella della Carità di via del Zaffiro è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. All’interno due volontari, con mascherina e guanti, preparano i pacchi. Le persone che arrivano per donare o ricevere possono entrare con le auto nel grande piazzale esterno. In piedi fanno poi la fila, come al market o in farmacia, mantenendo le distanza di sicurezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
