«Su la testa, sarà dura ma ce la faremo»
di Marco Bittau
Emergenza sanitaria e trasporti, Nizzi scrive ai ministri e alla Regione: negata la libera circolazione di persone e merci
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OLBIA. Mai iperattivo e “sul pezzo” come in queste settimane. Il sindaco Settimo Nizzi è un fiume in piena: tra emergenza sanitaria, navi e aerei va all’attacco su tutti i fronti. Per la sua Olbia – come per tutti – è un momentaccio, ma ai suoi concittadini dice: «Ce la faremo, anche se sarà dura e ci vorrà tempo. La nostra economia sta subendo un colpo mortale, ma ci siamo risollevati dopo la tragedia dell’alluvione e ci riusciremo anche questa volta».
Detto questo, il sindaco sferra un attacco durissimo contro i commissari Tirrenia che hanno costretto allo stop le navi che in questo momento trasportano in Sardegna, soprattutto via Olbia, merci preziose – farmaci e beni di prima necessità –per far fronte all’emergenza coronavirus. «Ci voglio affamare, proprio ora che stiamo vivendo un momento drammatico», dice prendendo carta e penna per scrivere al ministro dei Trasporti, al ministro dello Sviluppo economico e al presidente della Regione.
«La fermata delle navi ci lascia basiti per i tempi e per gli effetti – così il sindaco, che parla espressamente di irresponsabilità e ricorda che per Alitalia non è stata usata la stessa determinazione – Onorato si è detto pronto a riconoscere il debito e ha chiesto una rateizzazione. I commissari di Tirrenia, invece, hanno voluto svolgere la loro “missione” in modo impeccabile da far comprendere a tutti gli italiani che ci sono degli adempimenti prioritari e indifferibili. Infatti, durante un periodo di emergenza paragonabile a un conflitto armato, dove è possibile restringere libertà fondamentali, certi adempimenti procedurali invece sono considerati inderogabili e urgenti». «C’è da chiedersi – continua la lettera ai ministri e alla Regione – dal punto di vista degli effetti se i commissari straordinari prima della lòoro “impeccabile e tempestiva” determinazione abbiano provveduto a un’analisi puntuale sugli effetti sociali e sull’ordine pubblico. Qui non siamo di fronte all’ordinaria amministrazione, ma a un’emergenza nazionale e pertanto gli “interessi in gioco” devono essere congelati per valutare le priorità dei cittadini e dei lavoratori che non si attendono certo ulteriori appesantimenti della già fragile condizione sociale e da una frattura economica e di coesione territoriale».
Insomma, di fronte all’emergenza nazionale, il sindaco di Olbia, porto di destinazione del traffico passeggeri e merci, sollecita l’intervento immediato del Governo con la Regione per trovare una soluzione immediata e definitiva alla condizione di svantaggio strutturale della Sardegna rispetto al resto del Paese. «Non si può perdere altro tempo – dice Nizzi – per garantire pari libertà e dignità nella circolazione delle persone e delle merci».
In questo scenario di emergenza, su tutti i fronti, Olbia cerca di raccogliere tutte le energie possibili. «Più del Governo, che ai Comuni sta destinando le briciole – dice ancora Settimo Nizzi – noi andiamo avanti con tutte le risorse che il Comune può recuperare e con la straordinaria solidarietà espressa da tanti privati. Ci aspettano tempi duri che non possiamo prevedere quanto dureranno. Certamente noi ora non lavoreremo più ai tanti grandi progetti che avevamo in cantiere e penseremo invece a sistemare le cose che contano».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Detto questo, il sindaco sferra un attacco durissimo contro i commissari Tirrenia che hanno costretto allo stop le navi che in questo momento trasportano in Sardegna, soprattutto via Olbia, merci preziose – farmaci e beni di prima necessità –per far fronte all’emergenza coronavirus. «Ci voglio affamare, proprio ora che stiamo vivendo un momento drammatico», dice prendendo carta e penna per scrivere al ministro dei Trasporti, al ministro dello Sviluppo economico e al presidente della Regione.
«La fermata delle navi ci lascia basiti per i tempi e per gli effetti – così il sindaco, che parla espressamente di irresponsabilità e ricorda che per Alitalia non è stata usata la stessa determinazione – Onorato si è detto pronto a riconoscere il debito e ha chiesto una rateizzazione. I commissari di Tirrenia, invece, hanno voluto svolgere la loro “missione” in modo impeccabile da far comprendere a tutti gli italiani che ci sono degli adempimenti prioritari e indifferibili. Infatti, durante un periodo di emergenza paragonabile a un conflitto armato, dove è possibile restringere libertà fondamentali, certi adempimenti procedurali invece sono considerati inderogabili e urgenti». «C’è da chiedersi – continua la lettera ai ministri e alla Regione – dal punto di vista degli effetti se i commissari straordinari prima della lòoro “impeccabile e tempestiva” determinazione abbiano provveduto a un’analisi puntuale sugli effetti sociali e sull’ordine pubblico. Qui non siamo di fronte all’ordinaria amministrazione, ma a un’emergenza nazionale e pertanto gli “interessi in gioco” devono essere congelati per valutare le priorità dei cittadini e dei lavoratori che non si attendono certo ulteriori appesantimenti della già fragile condizione sociale e da una frattura economica e di coesione territoriale».
Insomma, di fronte all’emergenza nazionale, il sindaco di Olbia, porto di destinazione del traffico passeggeri e merci, sollecita l’intervento immediato del Governo con la Regione per trovare una soluzione immediata e definitiva alla condizione di svantaggio strutturale della Sardegna rispetto al resto del Paese. «Non si può perdere altro tempo – dice Nizzi – per garantire pari libertà e dignità nella circolazione delle persone e delle merci».
In questo scenario di emergenza, su tutti i fronti, Olbia cerca di raccogliere tutte le energie possibili. «Più del Governo, che ai Comuni sta destinando le briciole – dice ancora Settimo Nizzi – noi andiamo avanti con tutte le risorse che il Comune può recuperare e con la straordinaria solidarietà espressa da tanti privati. Ci aspettano tempi duri che non possiamo prevedere quanto dureranno. Certamente noi ora non lavoreremo più ai tanti grandi progetti che avevamo in cantiere e penseremo invece a sistemare le cose che contano».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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