La Nuova Sardegna

Olbia

La Cisl: «Ripartire subito con misure straordinarie»

di Marco Bittau
La Cisl: «Ripartire subito con misure straordinarie»

Il segretario Mirko Idili alla Regione: sostenere un tessuto produttivo già fragile Le priorità: avviare i cantieri e utilizzare i 100 milioni del Fondo per lo sviluppo

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OLBIA. Uno sguardo oltre l’emergenza sanitaria e la crisi economica conseguente. Per Olbia e la Gallura, già provate daritardi infrastrutturali e diseconomie, sarà la scommessa del futuro. Guarda avanti – e stimola un dibattito in tal senso – il segretario generale della Cisl, Mirlo Idili.

«In questi giorni – dice – è pressoché continuo da parte del sindacato, delle associazioni datoriali e dei consulenti del lavoro il ricorso agli accordi sindacali per l’attivazione degli ammortizzatori sociali a protezione del lavoro e dei lavoratori. Da tempo la Cisl gallurese sostiene la necessità e l’importanza che Governo e Regione si attivino rispetto ad alcuni temi dello sviluppo per noi indifferibili. Trasporti, infrastrutture, continuità territoriale, sono questioni che se non risolte rischiano di compromettere in maniera irreversibile importanti realtà produttive già provate dallo stop imposto per contrastare l’epidemia». «La Regione – aggiunge il segretario della Cisl – metta in campo misure straordinarie per sostenere non solo il reddito dei lavoratori, ma anche per sostenere e preservare il nostro tessuto produttivo prima che sia troppo tardi».

Il fronte dell’emergenza è molto ampio. «La stagione turistica è già fortemente compromessa – dice Mirko Idili – ma se non si mettono in campo misure per sostenere l’intero comparto il rischio concreto è che molti imprenditori del settore non riusciranno a rialzarsi dalla crisi e garantire gli attuali livelli occupazionali. Due sono le direttrici sulle quali muoversi con procedure d’urgenza: una che consenta di superare il momento attuale di blocco delle attività sostenendo i lavoratori e l’intero sistema produttivo e l’altra che consenta all’indomani dello sblocco di poter utilizzare procedure che consentano la spendita delle ingenti risorse non ancora utilizzate dalla Regione».

«Un importante passo avanti – aggiunge – è l’accordo regionale in deroga che consente di dare protezione ad una pluralità di lavoratori per i quali non erano inizialmente previste coperture, ma grande attenzione deve essere riposta dalla Regione anche nei confronti del vasto tessuto produttivo che innerva le nostre comunità dando lavoro a migliaia di padri e madri di famiglia. Salvaguardare oggi il tessuto produttivo locale dal forzato lockdown significa garantire a questo territorio, all’indomani del passaggio della pandemia, di poter ripartire da dove si è fermato per la sosta forzata. Diversamente il rischio concreto è quello di vedere inesorabilmente abbassate le serrande delle attività e chiusi gli ingressi delle strutture, anima della nostra offerta turistica. Ecco perché la Regione deve avere la capacità di trasformare una grave sciagura in occasione di crescita e sviluppo».

Nel dettaglio, la Cisl indica la priorità delle cose da fare. «Ora come non mai sarà necessario aprire i cantieri fermi da anni o mai partiti – dice Idili – la strada Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa, la strada di Monte Pino, la Tempio-Sassari, sono solo alcune delle grandi incompiute che da troppo tempo attendono di dispiegare il loro potenziale in termini occupazionali e non solo. Si utilizzino i 100 milioni di euro stanziati con il Fondo per lo sviluppo e coesione per realizzare le opere di mitigazione del rischio idraulico e la messa in sicurezza del territorio. Infine, considerando il mutato quadro economico generale, si rivedano le voci per missione Finanziaria regionale 2019-2021 andando a rivedere i minori stanziamenti nel triennio per il turismo, la sanità, le politiche per il lavoro e la formazione professionale che fortemente impattano nell’economia del territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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