La Nuova Sardegna

Olbia

Aeroporto, già persi 280mila passeggeri

di Giandomenico Mele
Aeroporto, già persi 280mila passeggeri

L’associazione delle società di gestione: pista chiusa per lavori e pandemia hanno azzerato il traffico rispetto al 2019

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OLBIA. Piste chiuse per il coronavirus. Meno 280mila passeggeri per l’aeroporto di Olbia. Meno 136mila passeggeri per lo scalo di Alghero. Oltre 400mila persone in meno rispetto al 2019. Nei numeri c’è l’evidenza di un pezzo di economia che se ne è andata senza riscatto. Vittima della pandemia. Una parte domestica, con passeggeri fruitori della continuità territoriale e provenienti dalla Penisola. Ma molti turisti, soprattutto su Olbia (almeno il 50%) e nel mese di aprile. Sono queste le perdite già certificate per i due aeroporti del nord Sardegna secondo i dati di Assaeroporti parametrati sul 2019. Olbia ha perso febbraio (-50.364) e metà marzo (-66.595) per i lavori sulla pista. L’altra metà di marzo e aprile, per ora solo fino al 13 ma presumibilmente per tutto il mese corrente, a seguito delle misure di contenimento della pandemia (-163 mila). Per Alghero la chiusura di metà marzo vale oltre 30mila passeggeri in meno. Segno negativo per 105mila arrivi a causa della chiusura di aprile.

L’allarme. La pandemia da coronavirus ha sostanzialmente azzerato il traffico aereo, gettando l’intero settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani, che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, stanno fronteggiando uno scenario di crisi senza precedenti. Da febbraio a ottobre lo scalo Costa Smeralda aveva fatto registrare 2 milioni e 800mila passeggeri. Alghero un milione e 140mila passeggeri. Solo la perdita anche del mese di maggio significherebbe rinunciare a 249mila passeggeri su Olbia e 120mila su Alghero. Per non parlare dei mesi centrali dell’estate.

Il crollo. Lo scenario futuro può arrivare alla previsione di perdite per oltre un milione e mezzo di passeggeri in tutto il nord Sardegna. Un disastro. Lo scorso 12 marzo il ministro dei Trasporti ha limitato il traffico aereo ai servizi minimi essenziali e ha concentrato l’operatività soltanto su 18 aeroporti situati lungo tutta la Penisola, in Sardegna c’è Cagliari. Ma attualmente anche su questi scali il traffico è pressoché inesistente, anche se l’infrastruttura è aperta e operativa e continua a svolgere il servizio di trasporto pubblico. Le prime cifre parlano chiaro. Si stima per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri in tutta Italia.

Fatturato. Nel nord Sardegna è più complicato fare un’analisi precisa del calo del fatturato, anche se la compressione dell’arrivo dei passeggeri, soprattutto internazionali, si riflette direttamente sul sistema turistico. L’analisi condotta dall’Aspal (l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro), ragionando sullo scenario meno grave, che prevede una progressiva riapertura delle strutture turistiche tra giugno e i primi giorni di luglio, ha calcolato, sull’intera Isola, un crollo della spesa turistica per quasi 160 milioni di euro. Chiaramente gli aeroporti, insieme ai porti, rappresentano lo snodo fondamentale per far ripartire l’economia turistica. Il presidente nazionale di Assaeroporti, Fabrizio Palenzona, ha confermato la previsione di perdita di 130 milioni di passeggeri su tutti gli scali italiani nel 2020. Una cifra enorme per cui servono interventi forti a sostegno del settore: soppressione addizionale comunale sui diritti d’imbarco, erogazione di sussidi pubblici e incentivi a favore delle imprese del settore, sospensione delle tasse nazionali e locali sul trasporto aereo, esclusione di qualsiasi ulteriore imposta a carico del settore, fino all’integrale recupero della capacità persa. Una missione quasi impossibile che per la Sardegna rischia di essere ugualmente ardua.

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