Bombe molotov contro la madre
di Stefania Puorro
Uomo di 28 anni bloccato dai carabinieri poco prima del lancio degli ordigni. È accusato di strage
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OLBIA. Ancora lui. Dopo due arresti in 24 ore, non si è fermato. Anzi. A distanza di una settimana ha ulteriormente alzato il tiro e stavolta le accuse di cui dovrà rispondere sono ancora più pesanti: maltrattamenti in famiglia, fabbricazione di armi e strage. Ma anche resistenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Stavolta è finito in carcere, a Bancali, in attesa delle decisioni del giudice. Ma probabilmente non potrà avvicinarsi a casa sua, perché lì vive con sua madre: è contro di lei, ma anche contro tutti i parenti che occupano gli altri appartamenti nella stessa palazzina, che voleva lanciare una delle bombe molotov che stava confezionando.
Marco Cocco, 28 anni, di Olbia, aveva un piano preciso. E poco prima della mezzanotte di sabato è entrato in azione. Si è sistemato davanti al condominio dove abita anche lui, in via Tienanmen (una traversa di via Barcellona alta) e ha preparato la prima bottiglia molotov, utilizzando la benzina contenuta in un bidone e creando uno stoppino con un pezzo di tessuto. Aveva già l’accendino in mano, quando il compagno di una zia è riuscito a bloccarlo. Poi sono arrivati i carabinieri, chiamati nel frattempo da altri familiari. Sono intervenute due pattuglie del nucleo operativo radiomobile (Norm): hanno trovato l’ordigno (un secondo era stato quasi completato) accanto alle bombole dell’impianto che porta il gas in tutti gli appartamenti «facendo così temere - si legge in un comunicato del comando provinciale dei carabinieri - che un’eventuale deflagrazione in quel punto potesse procurare conseguenze ancora più gravi». Il giovane, ha cercato di opporsi all’arresto in tutti i modi: dopo aver minacciato anche i militari con la bomba molotov, li ha presi a calci e a pugni. Alla fine è stato immobilizzato e trasportato in caserma. Ma pure durante il tragitto in macchina, Marco Cocco ha perso di nuovo il controllo cercando di sfondare a colpi di testate e con i piedi la cella di sicurezza dell’auto.
«Anche in questa circostanza - continua la nota - la presenza di pattuglie dei carabinieri del reparto territoriale impegnate nel controllo del territorio, ha consentito di rispondere tempestivamente all’emergenza e di impedire il compimento di un grave fatto criminoso. E la collaborazione serrata con la Procura di Tempio, ha permesso di far fronte alle esigenze di sicurezza della cittadinanza e assicurato, in attesa che si esprima l’autorità giudiziaria, la custodia in carcere del giovane arrestato».
I precedenti. Solo una settimana fa, sabato 28 marzo, Marco Cocco ha cercato di svaligiare con un complice (Gian Paride Arru, di 30 anni) il Dettori Market Crai di via Barbagia. I due, intravisti all’esterno del locale da un abitante della zona, hanno prima riempito i carrelli con alimentari di qualità (prosciutti, forme intere di grana, vino, birra) e poi si sono precipitati alle casse per portare via il fondo in monete. Con un bottino complessivo di 3500 euro, sono poi usciti all’esterno. Trovando i carabinieri. Inutile il loro tentativo di fuga. Da qui l’arresto e i primi domiciliari. Ma Marco Cocco non li ha rispettati. E la notte successiva è uscito da casa. I militari del Norm lo hanno scoperto quando sono andati a bussare alla sua porta: ha aperto la madre, la quale però ha raccontato di non sapere dove fosse andato il figlio. La caccia all’uomo è durata poco, perché il giovane non si era ancora allontanato dal quartiere. Una volta raggiunto, senza alcuna paura, ha detto: «Cercavo un posto in cui potermi comprare la droga». È stato così di nuovo ammanettato (per evasione) e rimesso ai domiciliari. Qualche giorno dopo, è stato trovato di nuovo in giro e denunciato per possesso di stupefacenti (una quantità ridotta, per uso personale). Due notti fa è stato arrestato per la terza volta e per lui si sono aperte le porte del carcere.
Marco Cocco, 28 anni, di Olbia, aveva un piano preciso. E poco prima della mezzanotte di sabato è entrato in azione. Si è sistemato davanti al condominio dove abita anche lui, in via Tienanmen (una traversa di via Barcellona alta) e ha preparato la prima bottiglia molotov, utilizzando la benzina contenuta in un bidone e creando uno stoppino con un pezzo di tessuto. Aveva già l’accendino in mano, quando il compagno di una zia è riuscito a bloccarlo. Poi sono arrivati i carabinieri, chiamati nel frattempo da altri familiari. Sono intervenute due pattuglie del nucleo operativo radiomobile (Norm): hanno trovato l’ordigno (un secondo era stato quasi completato) accanto alle bombole dell’impianto che porta il gas in tutti gli appartamenti «facendo così temere - si legge in un comunicato del comando provinciale dei carabinieri - che un’eventuale deflagrazione in quel punto potesse procurare conseguenze ancora più gravi». Il giovane, ha cercato di opporsi all’arresto in tutti i modi: dopo aver minacciato anche i militari con la bomba molotov, li ha presi a calci e a pugni. Alla fine è stato immobilizzato e trasportato in caserma. Ma pure durante il tragitto in macchina, Marco Cocco ha perso di nuovo il controllo cercando di sfondare a colpi di testate e con i piedi la cella di sicurezza dell’auto.
«Anche in questa circostanza - continua la nota - la presenza di pattuglie dei carabinieri del reparto territoriale impegnate nel controllo del territorio, ha consentito di rispondere tempestivamente all’emergenza e di impedire il compimento di un grave fatto criminoso. E la collaborazione serrata con la Procura di Tempio, ha permesso di far fronte alle esigenze di sicurezza della cittadinanza e assicurato, in attesa che si esprima l’autorità giudiziaria, la custodia in carcere del giovane arrestato».
I precedenti. Solo una settimana fa, sabato 28 marzo, Marco Cocco ha cercato di svaligiare con un complice (Gian Paride Arru, di 30 anni) il Dettori Market Crai di via Barbagia. I due, intravisti all’esterno del locale da un abitante della zona, hanno prima riempito i carrelli con alimentari di qualità (prosciutti, forme intere di grana, vino, birra) e poi si sono precipitati alle casse per portare via il fondo in monete. Con un bottino complessivo di 3500 euro, sono poi usciti all’esterno. Trovando i carabinieri. Inutile il loro tentativo di fuga. Da qui l’arresto e i primi domiciliari. Ma Marco Cocco non li ha rispettati. E la notte successiva è uscito da casa. I militari del Norm lo hanno scoperto quando sono andati a bussare alla sua porta: ha aperto la madre, la quale però ha raccontato di non sapere dove fosse andato il figlio. La caccia all’uomo è durata poco, perché il giovane non si era ancora allontanato dal quartiere. Una volta raggiunto, senza alcuna paura, ha detto: «Cercavo un posto in cui potermi comprare la droga». È stato così di nuovo ammanettato (per evasione) e rimesso ai domiciliari. Qualche giorno dopo, è stato trovato di nuovo in giro e denunciato per possesso di stupefacenti (una quantità ridotta, per uso personale). Due notti fa è stato arrestato per la terza volta e per lui si sono aperte le porte del carcere.
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