Maxi truffa da 14 milioni sei persone denunciate
di Angelo Mavuli
Operazione della Tenenza di finanza: sono stati sequestrati 104 beni immobili La denuncia di una vittima del colossale raggiro. Tra gli indagati anche 2 stranieri
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TEMPIO. Sequestrati 104 beni immobili per un valore superiore ai 14milioni di euro e quote societarie per un importo superiore ad 80 mila euro. Sei le persone denunciate per una maxi truffa immobiliare. Questo, in cifre, il bilancio di una complessa operazione condotta dalle fiamme gialle della Tenenza di Tempio, guidate dal tenente Jacopo Maccione, coordinati dal Gruppo di Olbia, comandato dal capitano Carlo Lazzari. La lunga ed articolata attività investigativa è stata coordinata in ogni suo atto, dal procuratore capo della Repubblica di Tempio Gregorio Capasso e dal sostituto procuratore Ilaria Corbelli. Le sei persone indagate sono due stranieri e quattro italiani del nord della Penisola che, secondo le accuse, si sarebbero resi responsabili del reato di truffa nei confronti di una facoltosa signora “continentale”, residente da tempo nel territorio di Tempio, molto conosciuta e stimata. E’ stata lei a rendersi conto dopo strane e complicate trattative per la cessione di alcune sue quote societarie, di essere stata vittima di un colossale raggiro. La donna non ha comunque perso tempo e non appena scoperta la truffa nei suoi confronti ha presentato una denuncia alla guardia di finanza di Tempio, con molta dovizia di particolari, luoghi, date, eventi e soprattutto carte e cifre, il raggiro di cui era rimasta vittima.
Il gruppo di truffatori, stando alle indagini molto difficili e articolate, hanno consentito alle fiamme gialle di scoprire una frode complessa. Grazie a false fideiussioni prestate da una società italiana, appositamente da loro costituita, i sei apparivano in grado di garantire acquisti immobiliari da parte di società bulgare e londinesi. La stessa società, successivamente, risulterà destinataria di istanza di fallimento e segnalazioni alla Banca d’Italia.
I beni così ottenuti sarebbero serviti ai sei denunciati, per fornire garanzie per l’ottenimento di finanziamenti ovvero per essere alienati in favore di soggetti terzi in buona fede. Le indagini sono state rese oltremodo complesse anche per il significativo numero di società coinvolte e organizzato secondo l’ormai noto schema delle cosiddette scatole cinesi. Società appositamente costituite che apparivano o scomparivano al fine di eludere le investigazioni e far disperdere le tracce del reato. «L’attività di servizio della guardia di finanza - si legge in una nota diffusa dal comando provinciale - testimonia il costante impegno profuso dal corpo e dalla locale autorità Giudiziaria, per la tutela del sistema economico legale e a garanzia del tessuto economico produttivo del Paese, anche in un periodo di emergenza quale è quello attuale».
Il gruppo di truffatori, stando alle indagini molto difficili e articolate, hanno consentito alle fiamme gialle di scoprire una frode complessa. Grazie a false fideiussioni prestate da una società italiana, appositamente da loro costituita, i sei apparivano in grado di garantire acquisti immobiliari da parte di società bulgare e londinesi. La stessa società, successivamente, risulterà destinataria di istanza di fallimento e segnalazioni alla Banca d’Italia.
I beni così ottenuti sarebbero serviti ai sei denunciati, per fornire garanzie per l’ottenimento di finanziamenti ovvero per essere alienati in favore di soggetti terzi in buona fede. Le indagini sono state rese oltremodo complesse anche per il significativo numero di società coinvolte e organizzato secondo l’ormai noto schema delle cosiddette scatole cinesi. Società appositamente costituite che apparivano o scomparivano al fine di eludere le investigazioni e far disperdere le tracce del reato. «L’attività di servizio della guardia di finanza - si legge in una nota diffusa dal comando provinciale - testimonia il costante impegno profuso dal corpo e dalla locale autorità Giudiziaria, per la tutela del sistema economico legale e a garanzia del tessuto economico produttivo del Paese, anche in un periodo di emergenza quale è quello attuale».
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