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Medici, infermieri, scienziati Grazie, grazie di esistere

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GIORNO 15Ho fatto la spesa per nonna: sono andato al market e dopo due settimane sono passato davanti a casa sua. Ho suonato il campanello e l’ho vista: capelli argento, scialle bordeaux sulle spalle...

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GIORNO 15

Ho fatto la spesa per nonna: sono andato al market e dopo due settimane sono passato davanti a casa sua. Ho suonato il campanello e l’ho vista: capelli argento, scialle bordeaux sulle spalle e il solito sorriso. Mi vengono gli occhi lucidi. “Ti apro?” “No no, te la passo da su”. Parlare del più e del meno con lei mi mancava. Mi ha chiesto se stessi studiando o solamente giocando ai Pokemon. Le ho detto che ultimamente sto diventando più multi-tasking, che faccio entrambe le cose, e ha iniziato a ridere come una matta. Ho bisogno di lei. Ecco cosa mi ha tolto la quarantena. (Yuri Steffani)



GIORNO 16

Caro diario, oggi non ho avuto tempo per te. Mi dispiace, ma ormai sono le 00:41 e ho sonno, ci vediamo al mio risveglio. (Eleonora Pinna)

Tutte le mattine cerco di respirare con il ricordo il clima di scuola. L’arrivo la mattina presto intontita dal sonno e dal viaggio in macchina. Mariella che mi saluta con una battutaccia d’affetto. La familiarità con i colleghi con i quali diciamo solo: «Caffè?». L’arrivo degli studenti. I gesti le scie di sguardi le Adidas i passi strascicati i capelli piastrati il giubbotto che odora di lavatrice di mamma le pile di mattoni di libri telefonini brusio sentore di sigarette parole mozzate una sedia che stride il ragazzo fuori con il motorino whatsapp silenziato il profumo delle professoresse la macchinetta Dr Martens mi fai la treccia passa la vicepreside le felpe una carezza di Carmela urti involontari rimmel il ronzio dei computer ma lo sai cosa ha fatto odore di balsamo su capelli ricci ahiaaaa ‘giorno prof’ giorno prof la lattina di thè tonfo di zaino su banco la luce dai finestroni del corridoio la campanella. La scuola è casa, è il luogo da onorare, rispettare, imparare ad amare. Ci sono mille motivi per cui faccio questo mestiere. Una volta un’amica mi disse che il motivo per cui sono al mondo è far capire le cose alle persone, solo che a volte questo mi rende presuntuosa. Ho fatto pace con la mia natura, e cerco di incanalarla nell’insegnare con amore. Certe volte penso che insegno perché così avrò per sempre 16 anni, e manterrò la mia anima nello stato di incantevole immortalità propria dell’adolescenza. (Prof.ssa Peru)



GIORNO 17

Quando esco di qui mi innamoro. (Prof.ssa Peru)



GIORNO 18

Quanto è bello e liberatorio poter prendere un foglio di carta e una “penna” e dare sfogo a ciò che si prova. Grazie di esserci, davvero. Sei speciale, Diario. (Emanuele Frasconi)



GIORNO 19

Come sabato scorso, ho pulito la zona notte. Anche se mia madre voleva aiutarmi ho fatto tutto da sola (anche perché sennò non sapevo che altro fare...) Ho pure litigato con lei perché si metteva in mezzo, mi spostava le cose. Oppure mi diceva come passare lo straccio, ok che non l’ho mai fatto, ma non penso ci voglia la laurea per passare l’aspirapolvere. Per pranzo abbiamo fatto il fuoco e cucinato la carne arrosto. Che bello avere il camino. Fa compagnia. Poi mi chiama mia zia e mi chiede cosa ho fatto. Glielo dico. La sua risposta: “Ti sta facendo davvero male la quarantena. Stai facendo tutto quello che in diciotto anni non hai mai fatto. E anche mangiando quello che non hai mai mangiato in vita tua”. Grazie. Davvero, grazie. Prima mi rimproverava per il contrario. (Maria Grazia Marongiu)



GIORNO 20

Ho accontentato mamma, di nuovo. Erano 4 giorni che rompeva l'anima per giocare a Monopoli e alla fine ho ceduto. Morale della favola: i miei si sono scannati perché lei non sa giocare e babbo si falliva il giro, io ho perso miseramente. Oggi non ho fatto granché oltre a sopportare i miei “bambini” che bisticciano quasi sempre. In questi giorni i ruoli si sono invertiti: io sono la mamma e loro sono i miei figli insopportabili. A questo punto penso che potrei essere una madre esemplare se riesco a tenere a bada due di 50 anni. Una volta ho sognato di avere una figlia e il risveglio è stato strano, perché nel sogno io ero felice e questo pensiero non mi ha lasciato andare. L'istinto materno ancora non lo sento, però prima o poi mi piacerebbe avere un bimbo. (Eleonora Pinna)



GIORNO 21

L’Internet delle Cose ci dà accesso a informazioni in quantità infinite, ma con le informazioni arrivano sempre anche i pretesti per dire cose stupide, disinformare, e sparare stronzate. E come esistono persone che divulgano conoscenza a tutto spiano, esiste chi dice cose giusto per il gusto di fare male. Esistono persone che, ogni giorno, già da prima di questo enorme marasma, ma soprattutto oggi, si fanno in mille pezzi per permetterci di sopravvivere e non stare troppo male. Sono i meccanici che tengono in ordine i nostri ingranaggi. Sono i guardiani di tutto ciò che è sano al mondo. Davvero grazie, Dottori. Per tutto ciò che fate, per la vita che mettete a servizio del bene comune e per il sacrificio che fate per mandare avanti una società così bisognosa di cure e buona salute. Medici, Scienziati, Analisti, Infermieri, Barellieri, anche il Lavapadelle ed il Robo-Medico. Tutti quanti insieme. Grazie. Grazie di esistere. (Emanuele Frasconi)



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