il turismo
Sarà l’anno zero: clienti solo sardi o dalla penisola
OLBIA. È il grande interrogativo che toglie il sonno a chi vive di turismo: cosa succederà nei prossimi mesi? Difficile solo immaginarlo. La speranza, comunque, è che si riesca a salvare almeno un...
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OLBIA. È il grande interrogativo che toglie il sonno a chi vive di turismo: cosa succederà nei prossimi mesi? Difficile solo immaginarlo. La speranza, comunque, è che si riesca a salvare almeno un pezzo di stagione andando al di là de mesi canonici e puntando quindi anche sull’autunno. Alcuni virologi, inoltre, ipotizzano anche di fare della Sardegna una sorta di area pilota dove sperimentare le riaperture dopo il picco della pandemia. In ogni caso, se si riuscirà a riaprire le porte dell’isola i numeri non saranno quelli a cui si era abituati. «La stagione è incertissima. Speriamo che cominci a muoversi qualcosa dalla metà di giugno – afferma Gavina Braccu, presidente della Fipe Confcommercio per l’area Gallura -. Di sicuro il turismo sarà inizialmente regionale, sapendo che poi cominceranno a venire anche gli altri italiani. Ma è certo che i numeri saranno molto più bassi. Si partirà praticamente da zero, anche perché la gente avrà meno disponibilità economica. Io, per esempio, oltre al ristorante ho anche alcune camere e alcuni clienti hanno chiesto la restituzione della caparra perché sono rimasti senza lavoro». Per Gavina Braccu è fondamentale aiutare le imprese e studiare una campagna di comunicazione comune. «Le imprese vanno sostenute tutte, comprese quelle dei balneari. Stanno vivendo un periodo di incertezza assoluta e bisognerebbe anche allungare il periodo delle concessioni verso l’autunno – dice Gavina Braccu -. Inoltre bisognerebbe lavorare tutti insieme a una efficace campagna di comunicazione capace di promuovere l’isola e tutto ciò che può offrire, dalle bellezze naturali fino all’enogastronomia». (d.b.)
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