La Nuova Sardegna

Olbia

«Estate nera, ma pronti a ripartire»

di Dario Budroni
«Estate nera, ma pronti a ripartire»

Porto Rotondo, attività congelate, saranno riavviate appena passerà la fase più acuta dell’emergenza

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OLBIA. Il sole colora il mare e comincia a riscaldare vicoli e piazzette. In altri tempi si sarebbero visti i primi turisti in maniche corte e anche le prime persiane aperte dopo il letargo invernale. Stavolta invece no: Porto Rotondo è vuoto e non c’è alcun dubbio sul fatto che rimarrà in questo stato di attesa ancora per diverse settimane. Il borgo fondato 56 anni fa dai conti Donà dalle Rose vive lo stesso dilemma di altre località turistiche: non sa quando terminerà la fase più acuta dell’emergenza e tantomeno quando potrà ricominciare ad accogliere ospiti e consorziati. «Continuiamo a monitorare la situazione e sappiamo che ci vorrà tempo. In ogni caso abbiamo congelato qualsiasi iniziativa, siamo pronti ad avviarle appena ci saranno le condizioni», spiega il presidente del Consorzio di Porto Rotondo, Leonardo Salvemini. Lo stesso Consorzio, pur salvaguardando le attività essenziali per il borgo, ha messo in cassa integrazione molti dipendenti coprendo però la differenza reddituale.

La lunga attesa. Con l’arrivo della Pasqua, Porto Rotondo cominciava a sgranchirsi le gambe in vista della stagione estiva. Ai tempi del coronavirus tutto questo è fantascienza. «La speranza è l’ emergenza passi il prima possibile – spiega Salvemini -. Ma è ovvio che si procederà nel rispetto delle prescrizioni nazionali e regionali. Quindi non sappiamo che tipo di estate sarà, anche perché, oltre al virus, resta sempre il problema legato ai trasporti». A Porto Rotondo, ovviamente, è tutto chiuso: bar, negozi, ristoranti, residence, alberghi e seconde case. Significa che sono tantissimi i lavoratori stagionali adesso a casa. «Viviamo alla giornata, ma sappiamo che molte prescrizioni si protrarranno anche d’estate. Penso all’obbligo di usare guanti e mascherine oppure alle code di fronte alle attività – prosegue il presidente –. Quella che abbiamo davanti potrebbe essere una stagione estiva in forma ridotta, con la speranza che nei prossimi anni si torni ai livelli di una volta». Ferma è anche l’organizzazione degli eventi. «Per quanto riguarda gli assembramenti, sarà la scienza a indicare la strada – prosegue Salvemini -. Quindi è tutto congelato, ma se ci sarà la possibilità non faremo mancare alcune nostre iniziative agli ospiti».

Aiuto ai dipendenti. Il Consorzio conta 65 dipendenti fissi, più gli stagionali che per adesso non sono stati richiamati. Circa il 70% dei lavoratori è finito in cassa integrazione in attesa di tempi migliori. In ogni caso sono stati salvaguardati i servizi fondamentali, come la vigilanza privata, la nettezza urbana e la manutenzione di acquedotto e fognature. Al lavoro, in smart working, ci sono anche alcuni amministrativi. Ma per andare incontro ai dipendenti, il Consorzio ha deciso di anticipare la cassa integrazione e anche di coprire di tasca propria la differenza tra la cassa e il normale stipendio. «Un modo per sostenere i nostri dipendenti», chiude Salvemini.

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