Ospedale depotenziato: «Verifica degli ispettori»
di Walkiria Baldinelli
La Maddalena, l’associazione Presidio Merlo chiede l’intervento del ministero La struttura sanitaria è passata da Emergenza-urgenza a Punto primo intervento
2 MINUTI DI LETTURA
LA MADDALENA. Una verifica ministeriale sullo “stato di salute” dell’ospedale Paolo Merlo, depotenziato dall’Ats da struttura di emergenza-urgenza a Punto di primo intervento. È quanto chiede l’Associazione presidio ospedale Paolo Merlo dopo il provvedimento dell’azienda sanitaria, mirato a concentrare le risorse umane e a razionalizzare le azioni di intervento per il Covid-19. Il presidente dell’associazione che da tempo conduce una battaglia per la tutela del presidio maddalenino spiega così le ragioni della richiesta di un sopralluogo degli ispettori ministeriali: «La circolare dell’Ats ha inferto il colpo letale all’ospedale, imponendo l’intervento solo per i codici bianchi e verdi, vietando dunque l’intervento dei sanitari per quelli gialli e rossi. La conseguenza era prevedibile: solo qualche giorno dopo, una nuova vita non ha potuto vedere la luce», scrive Aldo Pireddu al ministro alla Sanità, Roberto Speranza. Il presidente dell’associazione per la salvaguardia dell’ospedale isolano ricorda la corsa al Pronto soccorso della Maddalena di una giovane mamma di 26 anni alla 38esima settimana di gravidanza, che ha purtroppo poi perso la bambina a causa di un distacco massivo della placenta. E il suo trasferimento in elicottero, partito da Alghero, al Giovanni Paolo II di Olbia, dove è stata ricoverata in Rianimazione. «La magistratura farà luce su questa tragedia – commenta Pireddu -, ma non potrà dare certezze che non possa accadere ancora. La magistratura non può imporre protocolli sanitari per le patologie tempo dipendenti, quelle che si devono gestire nell’arco di pochi minuti e che fanno la differenza tra la vita e la morte». Nell’appello al ministro l’associazione chiede l’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione, la tutela cioè del diritto alla salute dei cittadini: «Ci siamo rivolti al ministro affinché ci sottragga alle valutazioni tecniche di professionisti e dirigenti che non conoscono e quindi non rispettano le nostre peculiarità geoantropologiche. Chi non sa non può decidere della vita delle nostre famiglie. Invitiamo l’onorevole Roberto Speranza a inviare gli ispettori ministeriali per accertarsi sulle reali condizioni e carenze dell’ospedale Paolo Merlo. Quando accade di continuo non è più tollerabile». (w.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
