La Nuova Sardegna

Olbia

Anche il re in quarantena: sull’isola lontano dal virus

di Dario Budroni
Anche il re in quarantena: sull’isola lontano dal virus

Tonino Bertoleoni da un mese si è ritirato nel suo piccolo regno in mezzo al mare «Qui vivo all’aria aperta e pesco calamari, ma guardo la tv e vedo cose terribili»

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OLBIA. Il re della Thailandia si è autoisolato sulle Alpi bavaresi. Con venti concubine e cento cortigiani, passa le sue giornate tra uno chalet di lusso e un grand hotel che risplendono tra boschi verdi e cime ancora innevate. Invece il re di Tavolara, che all’isolamento è certo abituato, non ha bisogno di tanto e inutile sfarzo: da più di un mese si è ritirato nel suo piccolo regno in mezzo al mare e dall’isola, tra le più belle del Mediterraneo, attende che la pandemia allenti finalmente la sua morsa. «Qui sto bene, posso girare liberamente all’aria aperta e pescare calamari. Se non lo porta il vento, è difficile che il virus arrivi fin qui» spiega al telefono Tonino Bertoleoni, 87 anni, sesto sovrano di Tavolara, il regno più piccolo del mondo che nessuno Stato ha mai riconosciuto.

Isolamento a Tavolara. È da duecento anni che i Bertoleoni intrecciano la loro storia con quella di Tavolara. Dagli anni Trenta dell’Ottocento affermano di essere i sovrani dell’isola. Adesso sono proprietari di una buona parte di Spalmatore di Terra, dove ci sono due ristoranti, qualche vecchia casa e una incantevole spiaggia. Da tempo i Bertoleoni passano però i mesi più freddi sulla terra ferma, a Porto San Paolo, in attesa che arrivi l’estate. Ma stavolta re Tonino ha ben pensato di anticipare il trasferimento. «Sono qui con una parte della famiglia. Quando abbiamo visto che il virus stava cominciando a circolare e che stavano chiudendo tutta Italia, abbiamo preso e siamo venuti a Tavolara – racconta -. Il resto della famiglia è rimasto a Porto San Paolo. Io ormai sono anziano e, visto che dicono che il virus colpisca soprattutto le persone di una certa età, penso sia meglio restare qui, in attesa che tutto finisca».

Quarantena da re. Tavolara in questo periodo è deserta. Ci sono solo i militari nell’angolo opposto dell’isola. E così re Tonino, classe 1933, più di un mese fa ha raggiunto Tavolara per mettere in pratica la regola del distanziamento sociale. Passa le giornate nella sua proprietà, a respirare l’aria di mare e a godersi il silenzio spezzato solo dal rumore del vento. «Siamo ben organizzati, abbiamo congelatori e molte provviste. Qui possiamo pescare anche i calamari - racconta -. Il mangiare non è certo un problema, mi sono sempre arrangiato: ho vissuto i tempi della guerra e allora sì che il cibo scarseggiava veramente». La speranza di Tonino Bertoleoni è che l’emergenza passi presto. Anche perché la sua famiglia, proprietaria di due ristoranti sull’isola e che gestisce il servizio navetta tra Tavolara e Porto San Paolo, lavora nel turismo. «Quello che sta accadendo è terribile – dice – . Io sono qui, isolato, ma ogni giorno mi informo con la tv. Mai vista una cosa del genere».

Una vecchia storia. Da sempre i Bertoleoni sostengono che nelle loro vene scorra sangue blu. Una storia ricca di fascino cominciata con Giuseppe: un po’ pastore e un po’ bucaniere, nei primi dell’Ottocento si trasferì a Tavolara con una delle sue due mogli. Si dice che un giorno sull’isola si presentò Carlo Alberto di Savoia, il re di Sardegna, e che i due divennero amici. Alla fine il monarca nominò Giuseppe Bertoleoni sovrano di Tavolara. I Bertoleoni, che non hanno mai visto riconosciuto il loro minuscolo regno, hanno vissuto per decenni di pesca e pastorizia. Negli anni Sessanta la svolta: le prime camere in affitto ai turisti e un ristorante, poi diviso in due.

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