Il Covid-19 cancella San Simplicio
di Serena Lullia
La festa patronale non ci sarà. Nizzi: assembramenti impossibili a maggio
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OLBIA. Anche se non potrà essere onorato come da tradizione continuerà a vegliare sulla Gallura. Il patrono San Simplicio quest’anno non avrà la sua festa di metà maggio. Il sindaco Settimo Nizzi lo dice con dispiacere. Sa bene cosa rappresenti per la gente di Gallura il voto al vescovo martire. «Ma anche ipotizzando una riapertura dopo il 3 maggio temo che non ci potrà essere la festa – spiega Nizzi –. Non ne ho ancora parlato con il vescovo e il Comitato, ma credo sia impossibile che ci possa essere almeno nella forma in cui la conosciamo. Ci sarà una riapertura graduale e non saranno possibili gli assembramenti».
Nuove ordinanze. Nizzi ha firmato le ordinanze che prorogano quelle già vigenti. La chiusura dei parchi, l’utilizzo della palestra di Isticadeddu per i senza tetto, l’obbligo di guanti e mascherine per entrare nei supermercati e nei locali pubblici. Anche la chiusura di cartolerie e negozi per bambini per adeguare Olbia all’ordinanza regionale.
Pensiero verde. Una linea molto restrittiva che non fa impazzire il sindaco. «Io avrei fatto ripartire tutte le attività legate all’agricoltura e alla manutenzione dei giardini – afferma Nizzi –. Lavorando uno alla volta e all’aria aperta potrebbero rispettare senza problemi le norme anti-contagio. In questo modo si darebbe la possibilità a chi fa quell’attività di guadagnare qualche soldino in sicurezza. Lavorano gli elettricisti e gli idraulici, potrebbero farlo anche loro».
I contagi. Nizzi fa poi l’aggiornamento in diretta streaming dei contagi in città. Nella giornata di Pasquetta si è registrato un nuovo caso. La persona positiva si trova a casa in buone condizioni. Il numero dei positivi resta fermo a 16 perché nel frattempo uno dei pazienti è stato negativizzato. «Se in questa emergenza siamo riusciti a contenere i casi con un picco massimo di 34 è evidente che abbiamo operato bene – afferma Nizzi –. I cittadini hanno per la maggior parte risposto bene all’obbligo di restare a casa e dobbiamo continuare così. I controlli ci sono e continuano a esserci. Sia sulle persone che nelle attività commerciali. L’attività motoria è ammessa in prossimità della propria abitazione. Non significa che si può andare a correre chilometri lontano da casa». E infine. «Siamo pronti a ripartire. Aspettiamo i tempi e i modi che ci verranno dettati da Regione e Governo».
Nuove ordinanze. Nizzi ha firmato le ordinanze che prorogano quelle già vigenti. La chiusura dei parchi, l’utilizzo della palestra di Isticadeddu per i senza tetto, l’obbligo di guanti e mascherine per entrare nei supermercati e nei locali pubblici. Anche la chiusura di cartolerie e negozi per bambini per adeguare Olbia all’ordinanza regionale.
Pensiero verde. Una linea molto restrittiva che non fa impazzire il sindaco. «Io avrei fatto ripartire tutte le attività legate all’agricoltura e alla manutenzione dei giardini – afferma Nizzi –. Lavorando uno alla volta e all’aria aperta potrebbero rispettare senza problemi le norme anti-contagio. In questo modo si darebbe la possibilità a chi fa quell’attività di guadagnare qualche soldino in sicurezza. Lavorano gli elettricisti e gli idraulici, potrebbero farlo anche loro».
I contagi. Nizzi fa poi l’aggiornamento in diretta streaming dei contagi in città. Nella giornata di Pasquetta si è registrato un nuovo caso. La persona positiva si trova a casa in buone condizioni. Il numero dei positivi resta fermo a 16 perché nel frattempo uno dei pazienti è stato negativizzato. «Se in questa emergenza siamo riusciti a contenere i casi con un picco massimo di 34 è evidente che abbiamo operato bene – afferma Nizzi –. I cittadini hanno per la maggior parte risposto bene all’obbligo di restare a casa e dobbiamo continuare così. I controlli ci sono e continuano a esserci. Sia sulle persone che nelle attività commerciali. L’attività motoria è ammessa in prossimità della propria abitazione. Non significa che si può andare a correre chilometri lontano da casa». E infine. «Siamo pronti a ripartire. Aspettiamo i tempi e i modi che ci verranno dettati da Regione e Governo».
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