La Nuova Sardegna

Olbia

Minacce e molestie alla ex 29enne accusato di stalking

di Tiziana Simula
Minacce e molestie alla ex 29enne accusato di stalking

Giudizio immediato per un giovane che avrebbe perseguitato la convivente La vittima aveva ritirato la querela. La difesa: «La coppia si è riconciliata»  

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OLBIA. Una giorno avrebbe cercato di appiccare fuoco alla macchina della sua ex dopo averla cosparsa di benzina, un altro giorno, l’avrebbe afferrata per il collo minacciandola di buttarla giù da un pontile. E, poi, i continui messaggi e le telefonate, gli inseguimenti e gli appostamenti per controllare ogni suo movimento, gli insulti e le offese fino alle minacce di morte con un coltello.

Lei, la sua ex compagna, lo aveva denunciato. Lui, un operaio di 29 anni, di Olbia, si era difeso strenuamente durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Tempio: «Non sono uno stalker, noi ci amiamo», aveva detto, raccontando una versione diversa dei fatti rispetto alle accuse contenute nelle denunce presentate dalla sua ex compagna. Poi, lei, aveva ritirato la querela. Ma il procedimento penale, così come prevede la legge, è andato comunque avanti. E ora sarà il processo a fare chiarezza sulla tormentata e violenta relazione tra la giovane coppia gallurese. Il sostituto procuratore Laura Bassani ha chiuso l’inchiesta e disposto il giudizio immediato nei confronti del 29enne, accusato di stalking. L’udienza è fissata a maggio.

Tante e pesanti le condotte violente di cui il giovane deve rispondere, episodi avvenuti tra il gennaio e il settembre 2019: dagli insulti con svariati epiteti alle molestie con continue telefonate e messaggi sms, dalle minacce di morte persino con l’uso di un coltello alla diffamazione con terze persone per screditarla, dalla minaccia di buttare la donna in mare da un pontile agli inseguimenti in auto. Fino al tentativo di dare fuoco alla sua macchina. Una catena di minacce che aveva spinto la donna a presentare più di una denuncia ai carabinieri finché, all’ennesima, era scattato il provvedimento del giudice che gli vietava di avvicinarsi alla ex compagna. Ma nel corso dell’interrogatorio di garanzia, nel novembre scorso, il giovane, assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile, aveva risposto a ogni domanda del giudice, raccontando una versione diversa dei fatti.

Dalla nutrita indagine difensiva prodotta dalla difesa e dalla diversa prospettazione dei fatti resa dall’indagato durante l’interrogatorio sarebbe emerso che la conflittualità era stata superata e che i due si erano riconciliati. A seguito dell’interrogatorio, la misura cautelare del divieto di avvicinamento era stata attenuata con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria una volta la settimana. La Procura ha proseguito gli accertamenti del caso. Decidendo, alla fine, che era necessario il processo.

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