mobilità sostenibile
Il laboratorio Hub.Mat: il trasporto cambierà, meglio senza auto
OLBIA. Il coronavirus ha stravolto il presente e cambierà anche il futuro. Per questo è opportuno cominciare a ripensare anche il concetto di mobilità. Ne è convinto Hub.Mat, il laboratorio per la...
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OLBIA. Il coronavirus ha stravolto il presente e cambierà anche il futuro. Per questo è opportuno cominciare a ripensare anche il concetto di mobilità. Ne è convinto Hub.Mat, il laboratorio per la mobilità, l’ambiente e il territorio di Olbia, che insieme a Bikefluenzer, Easyskate, Tandem e altre organizzazioni isolane si rivolge direttamente alla Regione, alle Province e ai Comuni.
«Quando l’emergenza sarà superata, gradualmente riprenderemo a spostarci, a muoverci per raggiungere le scuole, i luoghi di lavoro, i luoghi di svago e cura e a incontrare le persone care. Ma come? Purtroppo, è verosimile che l’accesso e l’utilizzo del trasporto pubblico post Covid-19 sarà diverso da come lo conosciamo ora, sia a livello di spostamenti urbani, che a livello di spostamenti regionali. Si prevede infatti che, in un primo periodo, il trasporto pubblico riuscirà a trasportare appena il 20% degli utenti che trasportava prima dell’emergenza – spiegano da Hub.Mat -. Le persone opereranno istintivamente la scelta di muoversi in modo indipendente, con i propri mezzi, a distanza di sicurezza dagli altri. Sarebbe un peccato se per mancanza di valide alternative infrastrutturali e politiche dedicate, quella scelta ricadesse obbligatoriamente sull’automobile».
Dunque, il suggerimento di Hub.Mat: «Promuovere e facilitare la mobilità attiva, pedonale e ciclabile, può essere la soluzione per garantire il diritto alla mobilità che la riduzione dell’offerta del trasporto pubblico mette a rischio, soprattutto sulle brevi distanze urbane, in combinazione, quando strettamente necessario, con il trasporto motorizzato. Questo aiuterebbe anche a supportare la ripartenza di un trasporto pubblico locale e regionale, potenziando e migliorando il bacino di utenza. Siamo sicuri che su questo fronte la Sardegna partirebbe avvantaggiata, date le numerose giornate di sole e le temperature miti che la nostra posizione geografica ci garantisce». (d.b.)
«Quando l’emergenza sarà superata, gradualmente riprenderemo a spostarci, a muoverci per raggiungere le scuole, i luoghi di lavoro, i luoghi di svago e cura e a incontrare le persone care. Ma come? Purtroppo, è verosimile che l’accesso e l’utilizzo del trasporto pubblico post Covid-19 sarà diverso da come lo conosciamo ora, sia a livello di spostamenti urbani, che a livello di spostamenti regionali. Si prevede infatti che, in un primo periodo, il trasporto pubblico riuscirà a trasportare appena il 20% degli utenti che trasportava prima dell’emergenza – spiegano da Hub.Mat -. Le persone opereranno istintivamente la scelta di muoversi in modo indipendente, con i propri mezzi, a distanza di sicurezza dagli altri. Sarebbe un peccato se per mancanza di valide alternative infrastrutturali e politiche dedicate, quella scelta ricadesse obbligatoriamente sull’automobile».
Dunque, il suggerimento di Hub.Mat: «Promuovere e facilitare la mobilità attiva, pedonale e ciclabile, può essere la soluzione per garantire il diritto alla mobilità che la riduzione dell’offerta del trasporto pubblico mette a rischio, soprattutto sulle brevi distanze urbane, in combinazione, quando strettamente necessario, con il trasporto motorizzato. Questo aiuterebbe anche a supportare la ripartenza di un trasporto pubblico locale e regionale, potenziando e migliorando il bacino di utenza. Siamo sicuri che su questo fronte la Sardegna partirebbe avvantaggiata, date le numerose giornate di sole e le temperature miti che la nostra posizione geografica ci garantisce». (d.b.)
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