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cronaca

Maxi rissa notturna con accoltellamento

Citazione diretta a giudizio per quattro olbiesi. L’accusa: pestarono selvaggiamente due giovani fuori da una discoteca


16 aprile 2020 di Tiziana Simula


OLBIA. Insulti, calci e cazzotti. E una coltellata alla schiena. La mega rissa scoppiata in una calda notte d’estate, poco lontano da una discoteca all’aperto, era finita in sangue, con un giovane di 28 anni riverso a terra esanime dopo che uno degli aggressori gli aveva sferrato una coltellata. Per due giorni, il ragazzo aveva lottato tra la vita e la morte. Gli uomini del commissariato di Olbia, intervenuti sul posto insieme ai soccorsi, si erano occupati delle indagini e avevano ricostruito la violenta serata: quattro uomini, tutti olbiesi, tre dei quali appartenenti alla stessa famiglia, insieme ad altre persone, almeno dieci (queste rimaste sconosciute), avrebbero aggredito due amici olbiesi, uno di 28, l’altro di 32 anni, al termine di una discussione cominciata all’interno della discoteca e finita fuori dal locale con un ferito a terra.

L’aggressione, mai raccontata dalle cronache, arriva ora in tribunale. La Procura – l’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Ginevra Grilletti – ha chiuso le indagini e disposto il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti dei quattro olbiesi: Domenico Ciaddu, 52 anni, Paolo Ciaddu, 47 anni, e Fabrizio Ciaddu, 20 anni, tutti appartenenti alla stessa famiglia (e già noti alle forze dell’ordine), e Nicola Campus di 22 anni. Tutti devono rispondere dell’accusa di lesioni personali per aver colpito con calci e pugni i due amici olbiesi, con l’aggravante del fatto commesso da più persone riunite, e per Fabrizio Ciaddu per averlo commesso utilizzando un’arma. L’imputato dovrà infatti rispondere anche dell’accusa di aver portato fuori dalla propria abitazione, senza giustificato motivo, un coltello.

I fatti risalgono a fine giugno 2018. Al “Garden”, nella zona industriale di Olbia, c’è una festa e tanta gente che balla e si diverte. Tra loro, anche i quattro imputati e i due amici olbiesi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, inizialmente, sarebbe nato un alterco per futili motivi tra Fabrizio Ciaddu e uno dei due amici olbiesi, il 32enne. In aiuto di Fabrizio sarebbero arrivati gli altri componenti della famiglia e insieme a loro, anche altre persone, il capo d’imputazione parla di almeno altre dieci. E lo avrebbero massacrato di pugni e calci. Un’aggressione che gli ha provocato contusioni e traumi in tutto il corpo. Quando la rissa sembrava ormai sedata, parte invece il secondo round: questa volta Fabrizio Ciaddu, Paolo Ciaddu e Nicola Campus si scagliano contro l’altro ragazzo, il 28enne. Fabrizio Ciaddu gli sferra prima un pugno e poi arrivano tutti gli altri e lo picchiano selvaggiamente. Poi, tira fuori il coltello e lo colpisce alla schiena. Il 28enne ferito cade a terra sanguinante. Qualcuno chiama i soccorsi e il giovane viene trasportato all’ospedale dove viene sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza. Lotta tra la vita e la morte e solo dopo due giorni viene sciolta la prognosi. In ospedale ci resterà 15 giorni. Inizialmente si indaga per tentato omicidio e la Procura chiede la misura cautelare in carcere per i suoi aggressori ma successivamente il reato viene derubricato in lesioni personali. Da questa accusa si dovranno difendere ora i quattro imputati.

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