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Olbia, la storia di Anna: 60 anni di solitudine e un parcheggio come casa

Paolo Ardovino
Olbia, la storia di Anna: 60 anni di solitudine e un parcheggio come casa

Un alloggio e un lavoro da badante per la donna russa che ha commosso tutti. Passava le giornate seduta su un muretto. La svolta: un appello su Facebook

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OLBIA. Nel giro di poche ore, nello stesso pomeriggio, un appello accorato è diventato una storia a lieto fine. E una storia, in particolare, che si rifiuta di guardare al pietismo. Parla, piuttosto, di un ossimoro: tanta solitudine e molta solidarietà. Anna è una donna russa che è finita letteralmente in mezzo alla strada, e ogni giorno lo passava, da mattina a sera, in un parcheggio vuoto, attorno a una porzione di cemento che erano il suo divano e il suo letto. Sola. Un'altra donna, Martina, che abita lì vicino, l'ha osservata per giorni, poi ci ha parlato e l'ha aiutata fino a quando, ieri, ha deciso di raccontare la storia su Facebbok. Il suo post diventa subito virale e nel giro di un'ora Anna trova ospitalità e un lavoro.

Il post. «Oggi vi racconto una storia»: sono circa le 14 quando Martina Figoni comincia così a scrivere sul social. Allega sotto una foto, «questa signora girata di spalle che vedete si chiama Anna, "Anna la russa" come dice lei». Per quasi due settimane, Martina dirà di averla vista dalla finestra di casa. All'inizio, la diffidenza è naturale. Poi un giorno si infila i guanti, indossa la mascherina e decide di avvicinarsi. La sfortunata dice solo di chiamarsi Anna ed essere russa, come conferma l'accento. La triste routine ha un programma fisso: dalle prime luci del mattino fino a sera lei sta lì. «Quando c'è il sole indossa ampi cappelli colorati e spumeggianti magliette» l'ha descritta Martina. La notte poi la passa nel dormitorio della palestra di Isticcadeddu (in uno spazio dove su otto persone è l'unica donna). «Le ho chiesto più volte di poterle portare un piatto di pasta, qualcosa, ma lei ha rifiutato - racconta così Martina Figoni -. Solo una volta ha accettato un caffè e una fetta di torta. Mi ha solo chiesto qualcosa da leggere, le ho portato libri di racconti, riviste di fotografia, che è una mia passione, e la vedevo passare il tempo così, a leggere. Mi ha raccontato di aver lavorato come badante. Ha vissuto per molto tempo a Cagliari e poi a Olbia, ma ha lavorato anche in Costa Smeralda e a Palau».

Il lieto fine. L'unico aiuto che Anna richiede, semmai, è proprio un lavoro. «Mi viene da piangere perché non posso fare nulla, ha sessant'anni, è curata e ha un'enorme dignità - scriveva meno di 24 ore fa -, vorrei trovarle un lavoro, ma in questo momento è tutto in stand-by. Il mio sogno è affacciarmi dal balcone e non vederla più». Questa mattina è stato così. Si sono fatte avanti già un paio di persone per telefono, nei prossimi giorni Anna manderà il curriculum e potrebbe cominciare subito come badante. soprattutto, ora ha un tetto dove stare: una donna di Olbia ha deciso di ospitarla. Vuole rimanere anonima, e un po' ride imbarazzata quando ci si complimenta per il grande gesto, ma ci tiene a sottolineare: «Spero si possa essere tutti più umani, specie in questo periodo. Ho controllato il meteo, nei prossimi giorni pioverà e lei non aveva riparo, io ho una stanza in più e ho pensato di propormi. Chiunque può trovarsi in una situazione del genere».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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