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Ora più servizi a distanza e consulenze telefoniche
OLBIA. Sempre più servizi a distanza, consulenze telefoniche e applicazioni di telemedicina. Ai tempi del coronavirus l’assistenza sanitaria inevitabilmente si riorganizza. Nulla è come prima, ma...
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OLBIA. Sempre più servizi a distanza, consulenze telefoniche e applicazioni di telemedicina. Ai tempi del coronavirus l’assistenza sanitaria inevitabilmente si riorganizza. Nulla è come prima, ma tutto deve essere ugualmente efficiente e funzionale nonostante l’esigenza primaria di mantenere le debite distanze. A questo proposito la Assl di Olbia quasi quotidianamente annuncia nuovi servizi o rimodulazioni di servizi esistenti, scrupolosamente osservanti del distanziamento sociale, cioè senza bisogni di recarsi in ospedale.
È il caso dell’unità operativa di cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II che ha attivato un servizio di consulenza telefonica. Senza recarsi in ospedale si possono avere informazioni e interpretazioni di sintomi cardiaci o di esami di laboratorio. Così come è il caso della modifica dei percorsi d’accesso in ospedale delle donne in gravidanza, per tutelare la salute e la sicurezza dei degenti e degli operatori. Infatti, tutte le pazienti che necessitano di valutazione ostetrico ginecologica urgente, che arrivano al Giovanni Paolo II con ambulanza del 118 o con i volontari o con propri mezzi, e che non presentano gravi sintomi correlati a Covid 19, devono mettersi in contatto col ginecologo di guardia per eseguire un triage telefonico prima del loro arrivo in ospedale. Tutte le pazienti, inoltre, devono indossare mascherina chirurgica e non possono accedere direttamente al reparto. La Assl inltre ha anche temoraneamente soppresso una serie di servizi-sportello (come l’ufficio protocollo) sostituiti da invii a mezzo posta elettronica.
È il caso dell’unità operativa di cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II che ha attivato un servizio di consulenza telefonica. Senza recarsi in ospedale si possono avere informazioni e interpretazioni di sintomi cardiaci o di esami di laboratorio. Così come è il caso della modifica dei percorsi d’accesso in ospedale delle donne in gravidanza, per tutelare la salute e la sicurezza dei degenti e degli operatori. Infatti, tutte le pazienti che necessitano di valutazione ostetrico ginecologica urgente, che arrivano al Giovanni Paolo II con ambulanza del 118 o con i volontari o con propri mezzi, e che non presentano gravi sintomi correlati a Covid 19, devono mettersi in contatto col ginecologo di guardia per eseguire un triage telefonico prima del loro arrivo in ospedale. Tutte le pazienti, inoltre, devono indossare mascherina chirurgica e non possono accedere direttamente al reparto. La Assl inltre ha anche temoraneamente soppresso una serie di servizi-sportello (come l’ufficio protocollo) sostituiti da invii a mezzo posta elettronica.
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