tribunale
Tentato furto di prosciutti e formaggi: scena muta davanti al gip
OLBIA. Uno, Gian Paride Aru, nell’aula del tribunale di Tempio, l’altro, Mario Cocco, in videoconferenza dal carcere. Tutti e due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si è svolto ieri l’in...
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OLBIA. Uno, Gian Paride Aru, nell’aula del tribunale di Tempio, l’altro, Mario Cocco, in videoconferenza dal carcere. Tutti e due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si è svolto ieri l’interrogatorio dei due trentenni arrestati a fine marzo dai carabinieri per tentato furto aggravato al Dettori Market Crai Crai di via Barbagia e Cocco anche per evasione. Nei loro confronti, il gip Marco Contu aveva già disposto l’obbligo di dimora. Cocco, difeso per questo episodio dall’avvocato Roberto Onida, si trova, però, ora in carcere dopo essere stato arrestato per la terza volta in poco più di una settimana, mentre minacciava di lanciare una molotov che lui stesso aveva confezionato, contro la convivente e la madre. Anche in merito al tentato furto al market di via Barbagia, i due olbiesi – Gian Paride Aru è difeso dall’avvocato Marco Salis – hanno deciso di non rispondere alle domande del gip.
Cocco e Aru erano stati sorpresi dai militari mentre cercavano di svaligiare il supermercato. Dopo aver forzato una delle porte d’ingresso, erano entrati nel locale e avevano cominciato a riempire due carrelli con prodotti di qualità: prosciutti, forme intere di grana, vino, birra. Poi, avevano forzato le casse e ripulito il fondo in monete. Un bottino complessivo di circa 3500 euro. Il colpo però non era andato a buon segno. Un abitante della zona che stava passando di fronte al supermercato, aveva intravisto due persone. Immediata la chiamata al 112. I carabinieri avevano fermato i due che cercavano di fuggire. Per loro erano scattati gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Ma nel giro di 24 ore, uno di loro, Mario Cocco, era stato nuovamente arrestato. Questa volta con l’accusa di evasione. Incurante della misura cautelare, era infatti uscito dalla sua abitazione per «andare a cercare la droga», come lui stesso aveva candidamente detto ai militari che lo avevano fermato poco lontano da casa. Così, era scattato nuovamente l’arresto con la nuova contestazione. Poi, il gip aveva attenuato la misura con l’obbligo di dimora. (t.s.)
Cocco e Aru erano stati sorpresi dai militari mentre cercavano di svaligiare il supermercato. Dopo aver forzato una delle porte d’ingresso, erano entrati nel locale e avevano cominciato a riempire due carrelli con prodotti di qualità: prosciutti, forme intere di grana, vino, birra. Poi, avevano forzato le casse e ripulito il fondo in monete. Un bottino complessivo di circa 3500 euro. Il colpo però non era andato a buon segno. Un abitante della zona che stava passando di fronte al supermercato, aveva intravisto due persone. Immediata la chiamata al 112. I carabinieri avevano fermato i due che cercavano di fuggire. Per loro erano scattati gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Ma nel giro di 24 ore, uno di loro, Mario Cocco, era stato nuovamente arrestato. Questa volta con l’accusa di evasione. Incurante della misura cautelare, era infatti uscito dalla sua abitazione per «andare a cercare la droga», come lui stesso aveva candidamente detto ai militari che lo avevano fermato poco lontano da casa. Così, era scattato nuovamente l’arresto con la nuova contestazione. Poi, il gip aveva attenuato la misura con l’obbligo di dimora. (t.s.)
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