Nizzi: «Troppi disoccupati la Regione ci deve aiutare»
di Serena Lullia
Allarmante il dato di oltre 7mila persone senza lavoro in più rispetto al 2019 «Da maggio riaprano le attività a basso rischio e piano di sostegno all’economia»
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OLBIA. Dopo due mesi di stop l’economia della città abituata a correre si ritrova con le gambe molli. Talmente fragili da avere bisogno di aiuto per reggersi in piedi. Il Coronavirus manda in crisi respiratoria il mondo produttivo. I dati su Olbia dell’Aspal, l’Agenzia regionale per le politiche del lavoro, sono da grande depressione. Dal 24 febbraio al 10 aprile la città registra 7800 disoccupati in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Cagliari segna un –2892. E le poche assunzioni fatte sono a tempo determinato. Numeri che spingono il sindaco Settimo Nizzi a scrivere al governatore Christian Solinas e chiedere un intervento mirato. «La situazione del lavoro è molto critica nella nostra città come in tutta la zona – afferma il primo cittadino –. Ho chiesto di riaprire il prima possibile tutte quelle attività turistiche che sono in area demaniale e portuale, le strutture balneari autorizzate e i porticcioli in modo che si possano preparare alla stagione. Siamo a maggio e se come si suppone stiamo per entrare nella fase 2 è giusto che la gente abbia il tempo di organizzarsi e fare le manutenzioni. Parliamo di situazioni a basso rischio di contagio in cui si può tranquillamente operare da soli o comunque senza assembramenti». Ma nella mail inviata al presidente della Regione c’è un’altra richiesta. Un piano di sostegno al tessuto produttivo in difficoltà. «Chiediamo con forza alla regione un’azione adeguata di salvaguardia delle nostre attività produttive – precisa il sindaco –. In passato abbiamo aiutato e sostenuto le aree di crisi come il Nuorese, Porto Torres, il Sulcis-Iglesiente. Questa volta la Regione deve dare risposte concrete a questo territorio che rischia un impoverimento senza precedenti, con gravi conseguenze dal punto di vista sociale». Il Comune guarda alla fase 2 con convinzione. I contagi sono scesi a 7. Di questi tre, prima asintomatici, sono stati ricoverati in sub intensiva. Superato l’approccio prudente di qualche giorno fa, Nizzi invita Governo e Regione a riaprire le attività sicure. «La gente ha bisogno di riprendere a lavorare – conclude –. Il contagio zero non esiste e dovremo convivere con il virus. Questa parte di territorio non può permettersi di aggiungere ulteriori motivi di crisi ai problemi legati ad Air Italy, Sinergest e Conad-Auchan. Chiederò a tutte le forze politiche, alle rappresentanza datoriali e sindacali di esercitare un’adeguata pressione su Regione e Stato. Una giusta rivendicazione del territorio per i gravissimi danni subiti».
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