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I ristoratori si uniscono in Comitato

I ristoratori si uniscono in Comitato

Chiedono aiuto al Governo per riaprire le strutture in sicurezza

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ARZACHENA. Duecento ristoratori hanno dato vita a un comitato estemporaneo per fronteggiare con proposte la riapertura delle attività dopo l’emergenza sanitaria. Consapevoli che il mondo dell’accoglienza e del turismo dovrà adattarsi alle nuove regole del distanziamento sociale. «L'obiettivo è quello di poter ripartire in condizioni di sicurezza sia per la forza lavoro che per i clienti – spiega Giovanni Pittorru dell’agriturismo La Kustera –. Non vogliamo che la scelta di riaprire le strutture ricada solo su di noi, il Governo ha già abbozzato alcune linee guida, ma in piena emergenza da coronavirus non si può programmare la ripartenza. Servono regole chiare e soprattutto realizzabili, altrimenti saremmo costretti a rimanere chiusi. E quindi a chiedere anche sostegni economici». Queste considerazioni e alcune proposte sono state fatte dai portavoce del comitato spontaneo durante una videoconferenza con il sindaco e l’assessore al Turismo. «La riapertura imporrà, giustamente, un distanziamento sociale. Dovremmo ampliare gli spazi delle strutture, il Comune potrebbe venirci incontro», propone Matteo, titolare del ristorante Renato Pedrinelli di Porto Cervo. «L’amministrazione va incontro alle esigenze del settore – afferma il sindaco Roberto Ragnedda –, siamo disposti a ridurre la Tosap e dove ci saranno le condizioni, consentire ai ristoratori di spostare tavoli e sedie anche su ulteriori spazi pubblici. Il Comune si farà portavoce delle loro proposte e richieste nei tavoli istituzionali regionali e statali». Andrea Azara dell’Aruanã Churrascaria, evidenzia la necessità di anticipare i tempi di dialogo: «Occorre un confronto con la Regione sulle nuove modalità di lavoro. Ipotizzare l’uso di mascherine e guanti non è sufficiente a garantire la sicurezza. In queste condizioni è impensabile poter aprire».«I ristoranti sono luoghi di aggregazione sociale, con le giuste misure di sicurezza continueranno a svolgere questo ruolo», dice Piero Pileri del Belvedere di Abbiadori. (w.b.)

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