«Mascherine da tracciare? Una vera assurdita»
di Angelo Mavuli
Muzzu (Unione dei Comuni) attacca la Protezione civile: vogliono sapere a chi diamo ogni dispositivo
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TEMPIO. Sono state consegnate ieri dalla Plastwood, negli uffici dell’Unione dei Comuni Alta Gallura, 25mila mascherine. Dispositivi di protezione che la stessa Unione, a fine marzo, aveva richiesto alla società calangianese che con partner cines,i (nell’ambito della sua attività per costruire giocattoli) ha solidi rapporti commerciali. Le mascherine, contenute in capienti casse giunte in Sardegna dopo un lunghissimo iter burocratico e medico, sono state prese in consegna dalla segretaria dell’Unione Franca Murgia che ha immediatamente informato il presidente Nicola Muzzu, sindaco di Aggius. Il quale, già al suo secondo mandato all’Unione, sta guidando la comunità gallurese anche fra mille difficoltà burocratiche, «create, in questo caso proprio dalla direzione regionale della Protezione civile. Come se non bastassero le problematiche quotidiane che la pandemia sta creando in mille settori della vita pubblica e in ogni singolo cittadino, ora - affermai il presidente Muzzu -, ci si mette anche la Direzione generale della Protezione Civile che con il suo direttore generale, Antonio Pasquale Balloi, ha il tempo di scrivere una lettera ai sindaci, pontificando sulla distribuzione dei dispositivi di protezione individuali e dettando norme, come se i sindaci fossimo dei mentecatti o non avessimo altro da fare».
La lettera dopo tutta una serie di affermazioni scontate, chiede il rendiconto e il tracciamento di ogni singola maschera. Fatto a cura del sindaco con un report in cui si indichi il destinatario, la reale attività ed il ruolo nella comunità del ricevente oltre che i pezzi fornitigli. «La lettera del direttore generale - precisa alterato e sconfortato il presidente dell’Unione dei Comuni - ci mette in guardia affermando che: “siamo tutti sotto stretto controllo”». Muzzu si chiede se mai abbia avuto idea, il direttore generale della Protezione civile regionale di cosa sono, quando iniziano e come si svolgono le giornate di un sindaco in questi mesi. «Un sindaco che molte volte salta più di un pasto e che molte volte, nell’accudire la gente, sacrifica anche molte ore del suo riposo notturno, ora secondo Balloi dovrebbe tenere l’elenco nominativo delle 25mila persone a cui ha dato la maschera».
Comunque: le mascherine appena arrivate verranno suddivise per paese, secondo accordi già sottoscritti. Dalla responsabile della Plastwwood Bernardetta Tusacciu, infine, arriva la notizia che la sua azienda di Calangianus ha già inoltrato la richiesta per altre trenta mila mascherine.
La lettera dopo tutta una serie di affermazioni scontate, chiede il rendiconto e il tracciamento di ogni singola maschera. Fatto a cura del sindaco con un report in cui si indichi il destinatario, la reale attività ed il ruolo nella comunità del ricevente oltre che i pezzi fornitigli. «La lettera del direttore generale - precisa alterato e sconfortato il presidente dell’Unione dei Comuni - ci mette in guardia affermando che: “siamo tutti sotto stretto controllo”». Muzzu si chiede se mai abbia avuto idea, il direttore generale della Protezione civile regionale di cosa sono, quando iniziano e come si svolgono le giornate di un sindaco in questi mesi. «Un sindaco che molte volte salta più di un pasto e che molte volte, nell’accudire la gente, sacrifica anche molte ore del suo riposo notturno, ora secondo Balloi dovrebbe tenere l’elenco nominativo delle 25mila persone a cui ha dato la maschera».
Comunque: le mascherine appena arrivate verranno suddivise per paese, secondo accordi già sottoscritti. Dalla responsabile della Plastwwood Bernardetta Tusacciu, infine, arriva la notizia che la sua azienda di Calangianus ha già inoltrato la richiesta per altre trenta mila mascherine.
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