Olbia, Nizzi: "Divieti esagerati, ma no alla disobbedienza civile"
Il sindaco non cavalca il malcontento popolare e invita al rispetto delle regole. "Capisco la giusta disperazione, la politica ora deve dare risposte"
OLBIA. Non intende vestire i panni del Masaniello in salsa olbiese e fomentare la rivolta popolare contro i divieti anti-contagio. Il sindaco Settimo Nizzi critica in modo pesante le restrizioni dell'ultimo Dpcm, ma dice no alla disobbedienza civile.
Le file delle persone che chiedono aiuto al Comune si allungano e cresce la disperazione tra le attività commerciali e le piccole imprese ancora congelate dai divieti. La crisi economica e sociale rischia di diventare un problema di ordine pubblico. "Capisco lo stato d'animo di chi ha negozi chiusi e dipendenti che non può pagare - dichiara il primo cittadino -. Ci sono persone che sono pronte a sfidare la legge e aprire le loro attività, ma quella non è la strada giusta. Sono furioso, ma le norme vanno rispettate. Ciò che possiamo fare e stiamo facendo è premere sulla Regione perché ottenga più libertà e consenta al maggior numero di negozi di aprire da subito". (serena lullia)
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