Rivolta per il trasferimento di due pazienti
La Maddalena, medico assente al Paolo Merlo: l’Asl chiude il reparto. Ma poi deve ripensarci
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LA MADDALENA . Infermieri, sindaco e associazioni locali sulle barricate dopo l’annuncio del trasferimento temporaneo a Olbia, o a Tempio, di due pazienti del reparto medicina dell’ospedale Paolo Merlo. Uno dei due medici è assente per malattia, da qui la decisione iniziale dell’azienda sanitaria di chiudere il reparto. E di ricoverare per 24 ore i pazienti in uno degli altri presidi galluresi, cioè fino all’arrivo di un suo sostituto alla Maddalena. La scelta dell’azienda sanitaria ieri pomeriggio ha scatenato un coro di proteste e preoccupazioni per il trasferimento, durante l’emergenza da Covid-19, di pazienti da un ospedale all’altro. Sono rientrate solo dopo le rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e del direttore generale dell’Ats, Giorgio Steri: «Da domani (oggi, ndr) entra in servizio un sostituto del medico assente per malattia. I pazienti non dovranno più essere trasportati in un altro presidio». Subito dopo la notizia del loro trasferimento in ambulanza l’isola si era mobilitata, con in testa il sindaco e l’amministrazione comunale. «Abbiamo ritrovato la quadra in un paio d’ore – racconta Luca Montella -. La macchina istituzionale ha funzionato, ho mobilitato l’assessore Mario Nieddu, il direttore generale Giorgio Steri e il consigliere regionale Dario Giagoni. Hanno compreso le nostre preoccupazioni e si sono subito attivati». L’allarme è rientrato. «Ci siamo subito attivati con l’assessore alla Sanità e il direttore generale – dice Giagoni -. Ringraziamo il sindaco per la sollecitazione e per l’operato condiviso». Anche l’Associazione presidio Paolo Merlo aveva allertato le istituzioni. «Trasferimenti di questo tipo sono decisamente inimmaginabili durante l’emergenza da Covid-19 – dice il presidente Aldo Pireddu –. Resta il problema del depotenziamento del presidio da struttura di emergenza-urgenza a punto di primo intervento. Continueremo a vigilare per evitare la chiusura». (w.b.)
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