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Olbia

Coronavirus, Tavolara riapre a giugno e l’Amp prepara le regole

Dario Budroni
Coronavirus, Tavolara riapre a giugno e l’Amp prepara le regole

Navone: «Stiamo lavorando a linee guida post lockdown interpretabili e gestibili»

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OLBIA. L’area marina riaprirà. Tra poco più di un mese, se tutto filerà liscio, si potrà tornare sull’isola per una giornata al mare o una immersione nei suoi fondali. Ma il problema è capire come. Per questo all’ombra di Tavolara si studiano piani e strategie per organizzare nel migliore dei modi la ripartenza. In ogni caso l’operazione non sarà per nulla semplice, visto che l’emergenza è ancora in atto e le regole del distanziamento sociale potrebbero mettere a serio rischio la tenuta economica delle imprese. «Gli operatori sono molto preoccupati perché la ripartenza appare particolarmente complessa – spiega Augusto Navone, direttore dell’area marina protetta di Tavolara -. Quindi noi stiamo lavorando per fornire indicazioni e linee guida interpretabili e gestibili. L’obiettivo è aiutare gli operatori, perché sono comprensibilmente impauriti e smarriti. Vogliono capire come ripartire senza correre il rischio di sbagliare e di essere quindi sanzionati. Mi riferisco ai centri di immersione, alle società di noleggio natanti, agli operatori balneari e alle società che si occupano di escursioni e trasporto di persone».

Verso la fase 2. Le aree marine protette italiane sono tutte in contatto tra loro. Insieme stanno lavorando per pianificare la ripartenza post lockdown. Augusto Navone si sta per esempio occupando di coordinare il gruppo di lavoro nazionale sulla Fase 2. «Entro il 4 maggio prepareremo un documento che sarà girato a Federparchi e poi alle aree marine protette. Sarà un insieme di orientamenti e linee guida di supporto – spiega Navone -. Per quanto riguarda Tavolara, penso che ci si potrà tornare dopo i primi giorni di giugno, con la speranza che per allora le regole siano chiare e che gli operatori siano in grado di applicarle».

Quale ripartenza. All’interno delle area protette la ripartenza appare sicuramente complessa. «Bisogna tenere conto di tante cose – sottolinea Navone -. Pensiamo per esempio alla subacquea: i centri sub dovranno sanificare le loro attrezzature e dovranno fare attenzione agli agenti e ai prodotti che utilizzeranno, altrimenti si correrà il rischio di inquinare un contesto ambientale particolarmente delicato. È anche per questo che stiamo lavorando con l’obiettivo di fornire delle indicazioni corrette ed efficaci». Poi ci sono le imprese balneari, che hanno delle concessioni sia su Tavolara che sulla terra ferma. «Dovranno garantire il distanziamento sociale, naturalmente basandosi sulle direttive governative – prosegue Navone -. Spero che si trovi il modo affinché le persone possano stare sul lettino mantenendo la distanza e senza dover indossare la mascherina anche in quel momento». Per andare sull’isola, invece, bisognerà come sempre prendere i barconi. «Sicuramente i posti dovranno essere dimezzati – dice il direttore dell’amp di Tavolara -. Il mio consiglio è quello di armare poche barche, almeno per il primo periodo, e magari fare qualche corsa in più. E questo perché il fatto di armare le barche comporta certamente dei costi». A Tavolara, inoltre, ci sono anche due ristoranti. «Per fortuna hanno delle verande, considerato che dovranno distanziare i tavoli» spiega Navone.

Impatto del lockdown.. Naturalmente l’area marina proseguirà tutte le sue attività di ricerca sulla biodiversità. «E sarà interessante capire se, in condizioni diverse dovute a questa situazione di blocco, i dati assestati nel tempo subiranno delle fluttuazioni e degli spostamenti – dice Navone -. La diminuzione dei movimenti dell’uomo potrebbe influire sugli equilibri della biodiversità e tutto questo sarà verificato dai nostri specialisti. C’è molta curiosità».

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