La perseguita per l’affitto a processo per stalking
di Tiziana Simula
L’olbiese 56enne avrebbe minacciato e importunato la presunta vittima dal 2017 È accusato anche di diffamazione: in un post su facebook aveva offeso la donna
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OLBIA. Chiedeva il pagamento dell’affitto del suo appartamento e l’avrebbe preteso dalla donna che ci aveva abitato a suon di minacce, importunandola mentre si trovava sul posto di lavoro, inviandole continui messaggi telefonici, e offendendola con un post diffamatorio su Facebook. Queste, le accuse dalle quali un 56enne di Olbia dovrà difendersi nel processo che lo vede imputato per i reati di stalking, diffamazione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone.
L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Caterina Interlandi e il 14 maggio dovrà comparire davanti al tribunale in composizione monocratica per l’inizio del processo a suo carico.
«Guardati bene le spalle quando esci dal lavoro... Te la faccio pagare, mi devi dare un affitto». Così, secondo le contestazioni formulate dalla Procura, l’uomo avrebbe minacciato a lungo (fin dal settembre 2017) una donna di 48 anni a cui aveva affittato un appartamento.
Stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione, si sarebbe recato spesso sul posto di lavoro della presunta vittima di stalking con il solo scopo di importunarla e molestarla, anche davanti a colleghi e clienti. Le avrebbe inviato con insistenza messaggi telefonici e avrebbe addirittura contattato l’agenzia immobiliare a cui lei si era rivolta per metterli in guardia di non affittarle alcun appartamento. L’uomo sosteneva infatti che l’affittuaria fosse andata via dalla sua casa senza pagare l’affitto, lasciandola sporca e piena di buste della spazzatura e portandosi via biancheria e oggetti vari. Tutto ciò lo aveva scritto in un post che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook, offendendo, pertanto, la reputazione della donna.
Da qui, anche l’accusa di diffamazione. «Solo tre giorni fa sono riuscito a sbatterla fuori, trovando l’appartamento in uno stato pietoso, buste di immondizia in tutta la veranda, muri imbrattati, il letto distrutto come il tavolino tv e per non farsi mancare nulla si è portata via tende, lenzuola, posate bicchieri e tanto altro...», aveva postato sul suo profilo.
Materiale online finito insieme alla querela presentata dalla donna nelle mani dei carabinieri diOlbia che avevano svolto gli accertamenti. Ora, il via al processo che farà piena luce sul caso.
L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Caterina Interlandi e il 14 maggio dovrà comparire davanti al tribunale in composizione monocratica per l’inizio del processo a suo carico.
«Guardati bene le spalle quando esci dal lavoro... Te la faccio pagare, mi devi dare un affitto». Così, secondo le contestazioni formulate dalla Procura, l’uomo avrebbe minacciato a lungo (fin dal settembre 2017) una donna di 48 anni a cui aveva affittato un appartamento.
Stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione, si sarebbe recato spesso sul posto di lavoro della presunta vittima di stalking con il solo scopo di importunarla e molestarla, anche davanti a colleghi e clienti. Le avrebbe inviato con insistenza messaggi telefonici e avrebbe addirittura contattato l’agenzia immobiliare a cui lei si era rivolta per metterli in guardia di non affittarle alcun appartamento. L’uomo sosteneva infatti che l’affittuaria fosse andata via dalla sua casa senza pagare l’affitto, lasciandola sporca e piena di buste della spazzatura e portandosi via biancheria e oggetti vari. Tutto ciò lo aveva scritto in un post che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook, offendendo, pertanto, la reputazione della donna.
Da qui, anche l’accusa di diffamazione. «Solo tre giorni fa sono riuscito a sbatterla fuori, trovando l’appartamento in uno stato pietoso, buste di immondizia in tutta la veranda, muri imbrattati, il letto distrutto come il tavolino tv e per non farsi mancare nulla si è portata via tende, lenzuola, posate bicchieri e tanto altro...», aveva postato sul suo profilo.
Materiale online finito insieme alla querela presentata dalla donna nelle mani dei carabinieri diOlbia che avevano svolto gli accertamenti. Ora, il via al processo che farà piena luce sul caso.
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