Murta Maria senz’acqua: la rabbia dei cittadini
Rubinetti a secco da otto giorni. Abbanoa al lavoro per ripristinare la condotta portata via dalla piena
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Dovranno patire disagi ancora per qualche giorno gli abitanti di Murta Maria, Porto San Paolo e delle località costiere a sud del Padrongianus, rimaste senz’acqua dopo che la piena del fiume aveva danneggiato, una settimana fa, la condotta di attraversamento. I lavori per ripristinare il collegamento dell’acquedotto distrutto, proseguono a marce forzate. Gli operai di Abbanoa stanno provvedendo a realizzare un’opera provvisoria ma complessa per ridare acqua nelle case il prima possibile. Il disservizio che va avanti ormai da otto giorni, sta creando pesanti disagi ai cittadini, nonostante i comuni di Olbia e Loiri Porto San Paolo insieme ad Abbanoa e Protezione civile abbiano provveduto fin da subito all’approvvigionamento con le autobotti. Soluzione che allevia ma non risolve il problema in un momento di emergenza sanitaria in cui l’igiene dovrebbe essere la priorità. Sono interessate dal disservizio Murta Maria, Porto Istana, Trainu Moltu, Costa Corallina, Vacileddi, Porto San Paolo, Cala Finanza, Lu Stangu, Costa Dorata e Porto Taverna. Abbanoa fa sapere che «maestranze e mezzi pesanti sono a lavoro con turni serrati per realizzare in tempi quanto più rapidi l’imponente infrastruttura che consentirà nei prossimi giorni di ripristinare il servizio. L’opera in costruzione – spiega una nota – è stata studiata per accelerare la tempistica utilizzando materiale adeguato. Sono ingenti i danni causati dalla piena: l’acqua ha eroso le sponde del fiume e divelto con violenza i due grossi blocchi in cemento armato che sorreggevano la vecchia condotta». Impossibile ripristinare la tubatura originaria: per questo i tecnici hanno optato per un’altra soluzione. «Sono stati sistemati e messi in sicurezza dei nuovi blocchi d’ancoraggio su entrambe le sponde. Questi blocchi reggeranno tre grossi cavi d’acciaio lunghi circa 50 metri ai quali sarà a loro volta ancorata una tubatura in polietilene strutturato nella quale sarà inserita un’altra tubatura flessibile in kevlar: materiale ultraresistente già utilizzato con ottimi risultati per l’acquedotto Temo». Al completamento della posa dei cavi d’acciaio sarà definita la tempistica esatta della fine dei lavori. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
