Rapporto giovani-fumo al via la ricerca Eurispes
di Angelo Mavuli
Quasi 200 studenti del Tecnico “Pes” rispondono al questionario dell’Istituto Balata: «Vogliamo capire che cosa spinge i ragazzi a stili di vita dannosi»
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TEMPIO. Partecipazione boom alla ricerca sul rapporto tra i giovani e il fumo: quasi 200 gli studenti tempiesi che hanno risposto alle domande del’Eurispes, l’Istituto di studi politici, economici e sociali, la cui sede regionale è dislocata a Tempio negli ampi locali dell’ex palazzina comando della Pischinaccia. Su richiesta dell’Istituto Tecnico “Don Gavino Pes” (con il quale è in atto da tempo una stretta collaborazione), l’Eurispes ha effettuato un’ampia indagine sul tabagismo fra i giovani, soprattutto all’interno della scuola.
Ad anticipare il progetto – le cui risultanze, però, verranno ufficializzate probabilmente nel prossimo mese di maggio nella sede tempiese dell’Istituto di studi politici, economici e sociali –, è stato, ieri, l’avvocato Gerolamo Balata, direttore della sede regionale.
«Il progetto – spiega l’avvocato – è nato con lo scopo di studiare un fenomeno che, oltre ad avere effetti negativi sulla salute, induce gli studenti fumatori ad assumere, per esempio, comportamenti alle volte non rispettosi della normativa vigente in materia di fumo. L’Istituto “Don Gavino Pes” è impegnato da diversi anni a inculcare fra i propri giovani studenti, oltre al rispetto della legalità, stili di vita finalizzati al benessere e all’osservanza dei fondamentali principi del convivere civile. L’Eurispes, nell’attività di ricerca, ha da sempre riservato una particolare attenzione allo studio dei comportamenti giovanili e di tutte le tematiche a loro riferibili, come per esempio il cyberbullism. Si è perciò ritenuto utile e necessario condividere un progetto con la finalità di studiare il problema del tabagismo ed eventualmente individuare le possibili soluzioni».
La ricerca, spiega ancora Gerolamo Balata, è stata realizzata attraverso la compilazione di questionari anonimi, accessibili attraverso un link, che è stato appositamente inserito nella piattaforma della didattica a distanza, nel registro elettronico e nel sito della scuola. «Va evidenziato in questo prezioso lavoro di ricerca – chiarisce l’avvocato –, che su 358 studenti frequentanti hanno accettato di compilare i questionari in 199. Nel più rigoroso rispetto della privacy, e a dimostrazione anche che pur vivendo un periodo cosi particolare come quello attuale, i giovani, se sapientemente coinvolti come hanno fatto i loro insegnanti, assumono comportamenti collaborativi e responsabili, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, sia all’interno della scuola che anche in tutti gli altri momenti della vita civile».
Balata, nel suo intervento, ringrazia la dirigente scolastica, Francesca Spampani, e il suo vicario, Gavino Fancellu, per la loro lungimiranza e tutto il corpo docente per la preziosa collaborazione.
Balata, infine, annuncia anche che la ricerca “che non ha subito un freno nonostante le difficoltà create dalla pandemia”, verrà estesa quanto prima ad una rappresentanza significativa delle scuole sarde con il contributo della Regione Sardegna.
Ad anticipare il progetto – le cui risultanze, però, verranno ufficializzate probabilmente nel prossimo mese di maggio nella sede tempiese dell’Istituto di studi politici, economici e sociali –, è stato, ieri, l’avvocato Gerolamo Balata, direttore della sede regionale.
«Il progetto – spiega l’avvocato – è nato con lo scopo di studiare un fenomeno che, oltre ad avere effetti negativi sulla salute, induce gli studenti fumatori ad assumere, per esempio, comportamenti alle volte non rispettosi della normativa vigente in materia di fumo. L’Istituto “Don Gavino Pes” è impegnato da diversi anni a inculcare fra i propri giovani studenti, oltre al rispetto della legalità, stili di vita finalizzati al benessere e all’osservanza dei fondamentali principi del convivere civile. L’Eurispes, nell’attività di ricerca, ha da sempre riservato una particolare attenzione allo studio dei comportamenti giovanili e di tutte le tematiche a loro riferibili, come per esempio il cyberbullism. Si è perciò ritenuto utile e necessario condividere un progetto con la finalità di studiare il problema del tabagismo ed eventualmente individuare le possibili soluzioni».
La ricerca, spiega ancora Gerolamo Balata, è stata realizzata attraverso la compilazione di questionari anonimi, accessibili attraverso un link, che è stato appositamente inserito nella piattaforma della didattica a distanza, nel registro elettronico e nel sito della scuola. «Va evidenziato in questo prezioso lavoro di ricerca – chiarisce l’avvocato –, che su 358 studenti frequentanti hanno accettato di compilare i questionari in 199. Nel più rigoroso rispetto della privacy, e a dimostrazione anche che pur vivendo un periodo cosi particolare come quello attuale, i giovani, se sapientemente coinvolti come hanno fatto i loro insegnanti, assumono comportamenti collaborativi e responsabili, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, sia all’interno della scuola che anche in tutti gli altri momenti della vita civile».
Balata, nel suo intervento, ringrazia la dirigente scolastica, Francesca Spampani, e il suo vicario, Gavino Fancellu, per la loro lungimiranza e tutto il corpo docente per la preziosa collaborazione.
Balata, infine, annuncia anche che la ricerca “che non ha subito un freno nonostante le difficoltà create dalla pandemia”, verrà estesa quanto prima ad una rappresentanza significativa delle scuole sarde con il contributo della Regione Sardegna.
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