M5s: "Verso il no finale al Piano Mancini. Olbia perderà i 125milioni per la messa in sicurezza"
Il gruppo pentastellato presenta una interrogazione per chiedere conferme sulle indiscrezioni che danno il progetto anti-alluvione verso la bocciatura
OLBIA. Verso il no tombale al Piano Mancini. L'anticipazione arriva dal M5stelle, contrario al Piano anti-alluvione ideato dalla giunta di Gianni Giovannelli, ma preoccupato per la perdita dei finanziamenti ministeriali. 125 milioni di euro per mettere in sicurezza Olbia. Secondo il gruppo pentastellato, dopo due primi pareri positivi l'Ufficio Tutela del paesaggio starebbe per esprimere parere negativo sul Piano Mancini. Questo avrebbe una doppia conseguenza: la perdita del finanziamento e la totale incertezza sul futuro della città.
L'Iter. Entro il mese di giugno il Piano Mancini, che tra i suoi pilastri ha la realizzazione delle vasche di laminazione e l'allargamento dei canali. deve ottenere la Valutazione di impatto ambientale. Anche se il termine ultimo per l'affidamento dei lavori di mitigazione del rischio idraulico è gennaio 2021. "Entro giugno 2020, se il parere degli Uffici regionali non dovesse arrivare, Olbia perderebbe definitivamente i finanziamenti attualmente disponibili”, denunciano con una interrogazione il consigliere regionale del M5s Roberto Li Gioi che, assieme al portavoce alla Camera dei deputati Nardo Marino e ai consiglieri comunali olbiesi, Maria Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio, rinnova l’appello per la messa in sicurezza.
Le indiscrezioni. "Il Ministero delle Infrastrutture avrebbe chiesto all'assessorato ai Lavori Pubblici informazioni sull'iter di approvazione del Piano Mancini, e questa richiesta potrebbe rappresentare il primo passo verso la revoca dei finanziamenti. Una revoca dettata esclusivamente dall'inerzia della Regione - attaccano gli esponeneit penstasetellati -. L’Ufficio Tutela del Paesaggio, dopo aver emesso già due pareri positivi, starebbe per emettere un parere negativo".
L'accusa. Il deputato Marino va all'attacco. "Non si può decidere di non decidere, non si possono gettare al vento le risorse stanziate per evitare che Olbia si trovi ad affrontare un altro 18 novembre. La Regione deve scegliere. Non è più tempo di tergiversare”.
Città bloccata. C'è un'altra conseguenza legata all'eventuale perdita dei finanziamenti. "Causerebbe non solo l’esposizione della città a nuove alluvioni e nuove potenziali vittime - spiegano Piccinnu e Ferinaio -, ma un danno incalcolabile al 70% dei cittadini che vedrebbero per sempre le proprie case e terreni classificati in zona ad alto rischio idrogeologico e non potrebbero più costruire niente. Un danno sociale per i cittadini, economico per le imprese e i tecnici che vivono di edilizia". (serena lullia)
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