«Soldi subito e riaperture così si salvano le aziende»
di Dario Budroni
La Confcommercio apre un tavolo permanente con tutti i presidenti di categoria Ambrosio: «Abbiamo già parlato con Banco di Sardegna e Fasolino, ora gli altri»
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OLBIA. I commercianti si trovano nel bel mezzo della giungla, tra soldi che non arrivano, incertezze sulla riapertura e una burocrazia che mette il freno a qualsiasi tentativo di ripartenza. Per questo la Confcommercio gallurese ha deciso di dare vita a un tavolo permanente. Ne fanno parte tutti i presidenti di categoria. L’obiettivo: supportare le imprese nella ricerca delle migliori soluzioni per affrontare non solo la fase 2 ma anche il lungo periodo post lockdown. «I temi principali sono due: il primo è legato ai finanziamenti, il secondo alla riapertura delle attività. Sono aspetti che ci servono ad affrontare la situazione di oggi e anche a proiettarci verso l’anno successivo» spiega Pasquale Ambrosio, presidente di Confcommercio.
I finanziamenti. Le imprese hanno bisogno di liquidità e di ristrutturazione dei debiti, per esempio per poter accedere ai vari finanziamenti. Così il tavolo permanente della Confcommercio, coordinato da Pasquale Ambrosio e Paolo Manca di Federalberghi, ha già avviato una serie di incontri in videoconferenza. «Il primo passo è stato compiuto con i dirigenti del Banco di Sardegna – spiega Ambrosio -. Abbiamo parlato del tipo dei fondi che stanno destinando le banche, della complessità dell’avvio delle pratiche e, fondamentale, dei tempi di erogazione. Gli imprenditori non hanno più la possibilità di sostenere l’impatto negativo sulla propria azienda». Poi la Confcommercio ha parlato con Giuseppe Fasolino, assessore regionale al Bilancio, degli strumenti che sta mettendo in campo la Regione. «Ci ha illustrato gli interventi a lunga scadenza e a tasso zero – continua Ambrosio –. E questo va bene, ma abbiamo ricordato che anche in questo caso la tempistica è fondamentale». Nei prossimi giorni la Confcommercio incontrerà la Camera di commercio, per parlare di un bando per l’acquisto dei dispositivi di protezione, poi Comune e Provincia.
Le riaperture. Il secondo obiettivo del tavolo è quello di supportare le imprese nella riapertura. La Confcommercio assicura consulenze su norme e dispositivi di sicurezza, oltre che l’accesso ai gruppi d’acquisto per contrastare il rincaro dei prezzi di prodotti, macchinari e impianti. «Servono certezze sulle date di riapertura e naturalmente anche criteri diversi, tenendo conto delle specificità della Sardegna – afferma Ambrosio – Per esempio, devono dirci quando apriranno gli aeroporti. Oggi è impossibile prenotare un volo per giugno. Il turismo è legato alle prenotazioni e se non si indicano delle date diventa impossibile mettere in moto l’intera filiera». Da ieri, con l’inizio della fase 2, bar e ristoranti hanno la possibilità di garantire l’asporto. «Le attività che hanno aderito sono ancora poche – spiega Nino Seu, direttore Confcommercio –. Perché le difficoltà sono diverse, a cominciare dai costi. In ogni caso, considerate le norme sul distanziamento, c’è molta preoccupazione su come reinventare la propria attività al momento della riapertura vera e propria».
Tavolo comune. In altre città italiane i commercianti hanno dato vita a manifestazioni di protesta. A Olbia e in Gallura si è preferito istituire un tavolo di concertazione per far incontrare imprese, banche e politica. «Riteniamo che, prima di arrivare ad azioni di protesta forti, sia necessario collaborare con i vari enti. Secondo noi, in questo modo, a livello regionale riusciremo a risolvere al meglio quelle che sono problematiche nazionali – spiega Gianni Ponsanu, presidente del consorzio IoCentro – L’importante, però, è fare presto. Noi commercianti abbiamo anche il pensiero dei dipendenti ai quali ancora non è arrivata la cassa integrazione. C’è tanta voglia di ripartire, ma le notti insonni stanno arrivando».
I finanziamenti. Le imprese hanno bisogno di liquidità e di ristrutturazione dei debiti, per esempio per poter accedere ai vari finanziamenti. Così il tavolo permanente della Confcommercio, coordinato da Pasquale Ambrosio e Paolo Manca di Federalberghi, ha già avviato una serie di incontri in videoconferenza. «Il primo passo è stato compiuto con i dirigenti del Banco di Sardegna – spiega Ambrosio -. Abbiamo parlato del tipo dei fondi che stanno destinando le banche, della complessità dell’avvio delle pratiche e, fondamentale, dei tempi di erogazione. Gli imprenditori non hanno più la possibilità di sostenere l’impatto negativo sulla propria azienda». Poi la Confcommercio ha parlato con Giuseppe Fasolino, assessore regionale al Bilancio, degli strumenti che sta mettendo in campo la Regione. «Ci ha illustrato gli interventi a lunga scadenza e a tasso zero – continua Ambrosio –. E questo va bene, ma abbiamo ricordato che anche in questo caso la tempistica è fondamentale». Nei prossimi giorni la Confcommercio incontrerà la Camera di commercio, per parlare di un bando per l’acquisto dei dispositivi di protezione, poi Comune e Provincia.
Le riaperture. Il secondo obiettivo del tavolo è quello di supportare le imprese nella riapertura. La Confcommercio assicura consulenze su norme e dispositivi di sicurezza, oltre che l’accesso ai gruppi d’acquisto per contrastare il rincaro dei prezzi di prodotti, macchinari e impianti. «Servono certezze sulle date di riapertura e naturalmente anche criteri diversi, tenendo conto delle specificità della Sardegna – afferma Ambrosio – Per esempio, devono dirci quando apriranno gli aeroporti. Oggi è impossibile prenotare un volo per giugno. Il turismo è legato alle prenotazioni e se non si indicano delle date diventa impossibile mettere in moto l’intera filiera». Da ieri, con l’inizio della fase 2, bar e ristoranti hanno la possibilità di garantire l’asporto. «Le attività che hanno aderito sono ancora poche – spiega Nino Seu, direttore Confcommercio –. Perché le difficoltà sono diverse, a cominciare dai costi. In ogni caso, considerate le norme sul distanziamento, c’è molta preoccupazione su come reinventare la propria attività al momento della riapertura vera e propria».
Tavolo comune. In altre città italiane i commercianti hanno dato vita a manifestazioni di protesta. A Olbia e in Gallura si è preferito istituire un tavolo di concertazione per far incontrare imprese, banche e politica. «Riteniamo che, prima di arrivare ad azioni di protesta forti, sia necessario collaborare con i vari enti. Secondo noi, in questo modo, a livello regionale riusciremo a risolvere al meglio quelle che sono problematiche nazionali – spiega Gianni Ponsanu, presidente del consorzio IoCentro – L’importante, però, è fare presto. Noi commercianti abbiamo anche il pensiero dei dipendenti ai quali ancora non è arrivata la cassa integrazione. C’è tanta voglia di ripartire, ma le notti insonni stanno arrivando».
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