LA MADDALENA
Fruibilità dei Parchi, si chiede più chiarezza
LA MADDALENA . La giunta esecutiva di Federparchi è delusa da previsto per la fase due. «Nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri non c’è alcun riferimento chiaro alla fruibilità dei...
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LA MADDALENA . La giunta esecutiva di Federparchi è delusa da previsto per la fase due. «Nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri non c’è alcun riferimento chiaro alla fruibilità dei parchi e delle aree naturali protette e si rischia di introdurre elementi di confusione». Lo sostengono il presidente di Federparchi Giampiero Samuri e il presidente del Parco dell’arcipelago Fabrizio Fonnesu affermando che «da tempo medici, specialisti e virologi dicono che il contatto con la natura fa bene alla salute fisica e psicologica e, in particolare, stimola endorfine che rafforzano il sistema immunitario. Abbiamo ribadito più volte, in questi giorni, -aggiungono i due presidenti- che gli Enti Parco sono adesso in grado di garantire distanziamento e contingentamento delle presenze, anche in base ai regolamenti già in vigore. Inoltre le guide dei parchi, accompagnando piccoli gruppi, possono svolgere un importante ruolo di educazione sanitaria e di controllo sul rispetto delle regole del distanziamento sociale e consentire la fruibilità degli ambienti naturali, cosa che può essere garantita anche dai corpi di vigilanza».
Federparchi chiede a Governo e Parlamento che venga chiarita con urgenza la possibilità di accedere alle aree naturali protette nell’ambito delle motivazioni per la mobilità relative alla attività motoria, per evitare equivoci e consentire ai cittadini quel contatto con la natura prezioso per la ripresa del Paese. «Un chiarimento- chiudono Samuri e Fonnesiu- che aiuterebbe anche la filiera del turismo sostenibile, una dei comparti più colpiti dalla crisi e che proprio dai parchi potrebbe rimettersi in movimento rispettando le regole di sicurezza per la salute». (a.n.)
Federparchi chiede a Governo e Parlamento che venga chiarita con urgenza la possibilità di accedere alle aree naturali protette nell’ambito delle motivazioni per la mobilità relative alla attività motoria, per evitare equivoci e consentire ai cittadini quel contatto con la natura prezioso per la ripresa del Paese. «Un chiarimento- chiudono Samuri e Fonnesiu- che aiuterebbe anche la filiera del turismo sostenibile, una dei comparti più colpiti dalla crisi e che proprio dai parchi potrebbe rimettersi in movimento rispettando le regole di sicurezza per la salute». (a.n.)
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