«Vendiamo i vini online anche oltre il Covid»
di Sebastiano Depperu
Luras, il giovane enologo Andrea Pala: potenziamo questo canale, deve diventare un’abitudine
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LURAS. Anche il settore enologico è stato molto provato dal blocco conseguente all’ epidemia da Covid-19. Un po', però, sono arrivate in aiuto le vendite sul web che, ora, secondo gli esperti vanno potenziate per continuare a sostenere il settore. Ne è convinto Andrea Pala, presidente nazionale di Assoenologi Giovani.
«Le vendite su internet – spiega il giovane lurese– sono state utilissime, ma sono state una risposta istintiva, quasi dettata dall’emergenza. Ora, però, è necessario migliorare e potenziare l’utilizzo di questo canale in modo che, da strumento emergenziale, diventi un’abitudine. Soprattutto per i consumatori che, con questo strumento, possono scegliere il loro vino in modo più attento e meditato».
Andrea Pala, 34 anni, è nato a Luras, luogo di elezione per il Vermentino di Gallura, ma anche per moscato e nebbiolo. Nonostante la giovane età, vanta già un curriculum di tutto rilievo: da un anno è il presidente della sezione nazionale di Assoenologi Giovani ed è consulente, tra gli altri, di Bernabei Liquori, leader nelle vendite online, dell’Azienda agricola Guido Fendi e tante atre cantine, sarde e non solo, specializzate, soprattutto, nella valorizzazione dei vitigni autoctoni.
La Grande Distribuzione ha dato un importante salvagente ai grandi imbottigliatori. Ma con l’Horeca (Hotel, ristoranti, bar, enoteche), completamente ferma, tante cantine, piccole e medie hanno visto il loro lavoro ridursi di molto. Cantine che, da sempre, hanno scommesso prevalentemente su numeri contenuti e qualità. Per queste realtà, anche in Sardegna, un po’ d’ossigeno è arrivata dalle vendite online.
«Si tratta quindi di strutturare ed estendere l’uso delle moderne tecnologie anche ad altre attività che vanno oltre quella più strettamente commerciale – spiega Pala – e per questo, come Assoeneologi, abbiamo creato, fra gli altri strumenti, delle vere e proprie degustazioni online dedicate sia a un pubblico di esperti, ma anche a persone alle prime armi. Nelle degustazioni virtuali si possono meglio raccontare i vini, i territori e i produttori. Così, potremo promuovere non solo le piccole realtà, ma dare anche maggiore visibilità a quei vini rari da uve autoctone (Arvisionadu, Malvasia di Bosa, Vernaccia di Oristano) che i canali tradizionali non riescono a valorizzare adeguatamente».
«Le vendite su internet – spiega il giovane lurese– sono state utilissime, ma sono state una risposta istintiva, quasi dettata dall’emergenza. Ora, però, è necessario migliorare e potenziare l’utilizzo di questo canale in modo che, da strumento emergenziale, diventi un’abitudine. Soprattutto per i consumatori che, con questo strumento, possono scegliere il loro vino in modo più attento e meditato».
Andrea Pala, 34 anni, è nato a Luras, luogo di elezione per il Vermentino di Gallura, ma anche per moscato e nebbiolo. Nonostante la giovane età, vanta già un curriculum di tutto rilievo: da un anno è il presidente della sezione nazionale di Assoenologi Giovani ed è consulente, tra gli altri, di Bernabei Liquori, leader nelle vendite online, dell’Azienda agricola Guido Fendi e tante atre cantine, sarde e non solo, specializzate, soprattutto, nella valorizzazione dei vitigni autoctoni.
La Grande Distribuzione ha dato un importante salvagente ai grandi imbottigliatori. Ma con l’Horeca (Hotel, ristoranti, bar, enoteche), completamente ferma, tante cantine, piccole e medie hanno visto il loro lavoro ridursi di molto. Cantine che, da sempre, hanno scommesso prevalentemente su numeri contenuti e qualità. Per queste realtà, anche in Sardegna, un po’ d’ossigeno è arrivata dalle vendite online.
«Si tratta quindi di strutturare ed estendere l’uso delle moderne tecnologie anche ad altre attività che vanno oltre quella più strettamente commerciale – spiega Pala – e per questo, come Assoeneologi, abbiamo creato, fra gli altri strumenti, delle vere e proprie degustazioni online dedicate sia a un pubblico di esperti, ma anche a persone alle prime armi. Nelle degustazioni virtuali si possono meglio raccontare i vini, i territori e i produttori. Così, potremo promuovere non solo le piccole realtà, ma dare anche maggiore visibilità a quei vini rari da uve autoctone (Arvisionadu, Malvasia di Bosa, Vernaccia di Oristano) che i canali tradizionali non riescono a valorizzare adeguatamente».
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