No alle aperture anticipate dei negozi, i sindaci galluresi spiegano perché
Non hanno firmato le ordinanze Santa Teresa, Loiri Porto San Paolo, Aggius e Oschiri
OLBIA. Prudenza, rispetto della legge, sicurezza della comunità. Sono queste le motivazioni che hanno spinto alcuni sindaci della Gallura a non firmare le ordinanze che anticipano di una settimana le riaperture di parrucchieri, estetisti, negozi di abbigliamento e calzature. Scelta impopolare di cui sono consapevoli, nella certezza di aver fatto laperò cosa giusta. In attesa di conoscere che fine faranno le ordinanze dei colleghi con la fascia tricolore, illegittime secondo il ministro Boccia, spiegano le loro ragioni.
In Gallura il no alla riapertura domani, 11 maggio, riguarda Santa Teresa, Loiri Porto San Paolo. Aggius e Oschiri.
Loiri Porto San Paolo. Lucida e dettagliata la spiegazione del sindaco di Francesco Lai. "Reputo che sia molto più importante salvare la stagione per la parte che potremo sfruttare dal punto di vista turistico - spiega -, piuttosto che correre ora per guadagnare una settimana che pregiudicherà in maniera irrevocabile i mesi di luglio, agosto e settembre. Abbiamo inoltre due nromative di riferimento, quella nazionale e quella regionale. Quella gerarchicamente superiore sono convinto che non possa essere derogata, probabilmente nemmeno da un presidente della Regione, figuriamoci da un sindaco a cui il presidente demanda l'adozione dell'ordinanza. Le attività interessate avranno tutta la settimana per organizzarsi e adeguarsi ai protocolli sanitari di tutela dei lavoratori e dei clienti, non appena saranno resi noti. Se tutti questi punti verranno chiariti questa settimana, il 18 si aprirà".
Santa Teresa. Il sindaco Stefano Pisciottu ha anticipato tutti i colleghi della Gallura con il no alle riaperture anticipate. "Sono convinto che non spetti al sindaco riavviare le attività chiuse con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Il mio dovere di è innanzitutto tutelare la salute pubblica". Sulla sua decisione ha pesato anche il parametro del cosiddetto indice di trasmissibilità Rt, pubblicato sul sito della Regione: per Santa Teresa è nc (non classificabile). «Non è un valore numerico - prosegue il primo cittadino -, quindi un dato utile e rilevante nel processo valutativo. Ho firmato l’ordinanza anche in considerazione del fatto che il Presidente della Regione, in possesso di informazioni scientifiche a me sconosciute, non abbia in modo ordinato e lineare disposto direttamente la riapertura. Inoltre, non ci sono i protocolli Covid-19 per la sicurezza dei lavoratori e dei clienti. Sono consapevole che questa mia scelta non troverà l’approvazione unanime, soprattutto dei diretti interessati. Chiedo comunque la massima collaborazione, il Governo stesso ha annunciato la riapertura anche di queste attività il 18 maggio. Non è stata una decisione semplice ma ritengo sia la più corretta, per quanto di mia competenza, e prudente nella tutela della salute pubblica".
Aggius e Oschiri. Per il sindaco di Aggius, Nicola Muzzu, "per ora non ci sono le condizioni per aprire. Senza i protocolli sanitari dell'Inail non esporrò mai i miei concittadini al rischio di contagio".
Tutti gli altri sindaci della Gallura e del Monte Acuto hanno invece firmato le ordinanze per il via libera alla riapertura anticipata. (hanno collaborato Walkiria Baldinelli e Sebastiano Depperu"
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