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“SeaGuru”, l’app di 4 olbiesi in finale nella maratona web

di Dario Budroni
“SeaGuru”, l’app di 4 olbiesi in finale nella maratona web

OLBIA. Le buone idee arrivano quasi sempre lontano. La loro ha sbaragliato la concorrenza ed è finita dritta in finale. Ma per capire le dimensioni del successo bisogna ricorrere ai numeri: 1235...

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OLBIA. Le buone idee arrivano quasi sempre lontano. La loro ha sbaragliato la concorrenza ed è finita dritta in finale. Ma per capire le dimensioni del successo bisogna ricorrere ai numeri: 1235 partecipanti, 90 squadre e soltanto 16 progetti selezionati. Tra cui il loro.

Si chiama “SeaGuru” e si tratta di una app geolocalizzata che punta a contribuire alla crescita dell’offerta turistica incentrata sul mondo subacqueo. Il progetto porta la firma di quattro olbiesi: Ornella Ditel, Adolfo Maciocco, Giulia Ditel ed Emiliano Riccardi. Insieme hanno gettato le basi di una app che prescinde dall’emergenza sanitaria ma che in questo periodo diventa uno strumento utile per ripensare lo sviluppo del settore.

Maratona digitale. I quattro olbiesi hanno partecipato alla maratona HackForTravel, il primo hackathon dedicato al turismo che in Italia si è svolto per via digitale. L’hackathon, che è un evento al quale partecipano esperti di diversi settori per discutere di questioni specifiche, è stato suddiviso in tre sezioni: hospitality, destinations e culture. Il team di SeaGuru ha gareggiato nella sezione destinations e nel giro di 48 ore è riuscito a presentare un progetto originale e innovativo.

Il progetto. SeaGuru, un efficace gioco di parole che richiama il mare e la parola in sardo «siguru», cioè sicuro, è una applicazione in via di sviluppo incentrata sull’attività subacquea. Con pochi giri di pollice sullo schermo di uno smartphone sarà possibile ricevere una lunga serie informazioni su questo settore: dai luoghi di immersione ai centri sub, dalle collaborazioni alle tante attività disponibili sotto il pelo del mare. «In base alla disponibilità di dati ufficiali sul sito della Regione, abbiamo individuato nella categoria degli operatori subacquei il fulcro per la proposta di una soluzione turistica concreta – spiegano i quattro olbiesi –. Il tratto di grande originalità, sottolineato nella menzione d’onore della giuria, è stato l’aver individuato una nicchia di potenziale crescita dell’offerta turistica sarda, indipendente dall’emergenza sanitaria, e improntata verso la crescita della destinazione Sardegna. In un’ottica di una destagionalizzazione, l’idea è di differenziare l’offerta turistica relativa al mare attraverso le disponibilità logistiche, professionali e infrastrutturali dei centri sub e dei fotografi-videomaker, categorie anche esse fortemente colpite dalla crisi». Il team di SeaGuru ha presentato un business plan che ha incluso la validazione dell’operatività effettiva dei centri sub, l’analisi della disponibilità di altre professionalità capaci di collaborare in maniera sistemica e l’analisi delle ricerche turistiche nazionali e internazionali sul futuro del turismo post Covid, che ora tengono conto della prossimità della destinazione, delle esperienze all’aria aperta e del valore emozionale.

Chi sono. Il team di SeaGuru, che si sta muovendo per fondare una startup, è formato da quattro professionisti. Ornella Ditel, laureata in Scienze della comunicazione a Bologna, è una esperta di comunicazione e marketing e specializzata in turismo subacqueo, con più di 15 di esperienza a spasso per il mondo. Adolfo Maciocco, fotografo, è molto conosciuto nel settore: anche lui ha girato il pianeta e le sue fotografie subacquee hanno vinto diversi premi internazionali e sono finite su numerose e prestigiose riviste. Poi c’è Giulia Ditel, laureata alla Nuova accademia di belle arti di Milano e ora studentessa di sociologia alla Bicocca, è esperta di grafica, web app e produzioni televisive e cinematografiche. Emiliano Riccardi, campano ma olbiese d’adozione, è appassionato di tecnologia, fotografia e video, collabora con brand famosi e, tra le altre cose, è un pilota di droni con patentino Enac.

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